La cena di Salvini e il commercialista non è mai esistita: ennesimo flop delle toghe rosse a 7 giorni dal voto

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“Quella cena non è mai esistita”. Roberto Calderoli smonta in pochi secondo una delle “prove regine” che, secondo i media direttamente imbeccati dalle toghe rosse, i pm avrebbero in mano per provare il coinvolgimento dei vertici della Lega (Matteo Salvini in testa) nel giro di soldi sospetti che faceva a capo dei commercialisti finiti in arresto per la “cresta” sulla compravendita del capannone di Cormano in cui aveva sede la Lombardia Film Commission.

L’obiettivo di questa bizzarra inchiesta, dopo il fallimento di quella sui ‘rubli’, è chiaro: non arriverà a nulla, perché non esiste nulla, ma serve a creare un polverone giudiziario a una settimana dal voto delle Regionali. Un tentativo dell’apparato Palamara di salvare il governo.

“L’ ultima volta che mi sono seduto a tavola con Salvini risale ad almeno due anni fa”, racconta Calderoli, che secondo i pm avrebbe visto a tavola, in una serata tra il 24 e il 27 maggio scorso a Roma, l’ex ministro, il collega senatore bresciano Stefano Borghesi e il commercialista Andrea Manzoni, revisore dei conti del gruppo leghista della Camera e professionista di fiducia del leader del Carroccio. Peraltro, sottolinea Calderoli, “con gli altri due non ho mai mangiato nemmeno una pizza”.

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In ogni caso, quella sera Calderoli non poteva essere al ristorante in alcun modo: “Purtroppo, c’è una disavventura personale a ricordarmelo. A maggio, infatti, mi sono rotto il perone e il legamento. Mi muovevo con grande fatica aiutandomi con le stampelle. Figuriamoci se potevo uscire a cena in quelle condizioni. A parte il fatto che non ho proprio l’abitudine di pranzare fuori casa. Non mi piace proprio”. Sui commercialisti coinvolti nell’inchiesta, tutti revisori dei conti del partito, Calderoli ha una sua opinione: “Sono ottimi professionisti e grandi lavoratori. Mi sentirei di dire che sono persone perbene. Se gli abbiamo affidato incarichi così delicati è perché hanno dato prova di essere capaci e affidabili. Se gli elementi in mano agli inquirenti sono consistenti come la cena a cui non ho mai partecipato e che per me semplicemente non è mai esistita, possiamo dormire tranquilli”.




Un pensiero su “La cena di Salvini e il commercialista non è mai esistita: ennesimo flop delle toghe rosse a 7 giorni dal voto”

  1. dietro l’inchiesta c’è di sicuro il racchioquotidiano, le lesbicazze del bd, le zardine assassine, i blm, berlukoni, dalema, fini la bunino!
    queli di fanpage e altre oscenità di oggidi’!

    mollate !

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