Ammiraglio contro il governo: “Traghetti per rimpatriare tunisini non per mandarli in crociera”

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Il governo dovrebbe utilizzare i traghetti non per mandare i clandestini in crociera ma per riportarli direttamente in Tunisia.

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L’ammiraglio Nicola De Felice boccia il nuovo business degli hotel galleggianti: “Le quote dei rimpatri via aerea concordate con la Tunisia (80 a settimana) non sono più realistiche ed efficaci. Appare evidente che di fronte ad una tale situazione di emergenza con pericolo igienico-sanitario per gli italiani e gli stessi clandestini, occorre rivedere immediatamente gli accordi con la Tunisia, quadruplicando come minimo le quote settimanali dei clandestini da rimpatriare“, attacca l’ammiraglio.

“Nel frattempo, i traghetti che sono stati destinati dal ministro dell’Interno per evacuare il centro di accoglienza di Lampedusa, siano direttamente indirizzati al mittente previo accordo tra i due governi, anche premendo sui rapporti commerciali e militari con l’amica Tunisia”, sostiene De Felice, esperto di Diritto marittimo, già comandante di cacciatorpediniere e fregate, e che ha svolto importanti incarichi diplomatici, finanziari, tecnici e strategici per gli Stati maggiori della Difesa e della Marina militare.

E “la stessa cosa deve essere fatta con l’Algeria e con gli altri sbarchi in Sicilia e in Sardegna. I partiti al al governo anziché adoperarsi attraverso la giustizia di Palamara per il processo a Salvini che ha difeso l’Italia, si preoccupino piuttosto di difendere gli italiani dai terroristi ex foreign fighter dell’Isis, dai clandestini e dai contagiati al Covid. E’ inconcepibile mantenere lo stato di emergenza se poi non manteniamo il controllo delle coste. Il popolo italiano ne ha diritto e la Legge del Mare dell’Onu ce lo permette“, fa presente De Felice.




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