Deputata PD fugge la quarantena: “Io posso, sono parlamentare”

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“Me l’ha detto un carabiniere”. Francesca La Marca risponde con una (sconcertant) intervista al Corriere della Sera alle accuse sollevato dal Giornale. La deputata Pd, eletta in circoscrizione estero, lo scorso 14 luglio ha partecipato a lavori della Commissione Esteri a Montecitorio dopo essere atterrata poche ore prima a Fiumicino dal Canada. Senza aver osservato, cioè, i 14 giorni di quarantena previsti da una legge emanata dal suo stesso governo. “È vero – ammette la La Marca -, non sono stata in isolamento. Ma c’è una ragione”. Eccola.

“Quando arrivo a Fiumicino, il carabiniere mi dice: Essendo deputata lei è esentata dalla quarantena”. Bizzarro. “Il sottufficiale dell’arma mi ha detto che c’era scritto da qualche parte che noi parlamentari avremmo potuto bypassare la quarantena per motivi di lavoro”. Insomma, la deputata del Pd non conosce la legge. Però si premura di sottolineare: “Ho fatto subito dopo un tampone e le posso dire che risulto essere negativa. Secondo: ripeterò il tampone nelle prossime ore”. “Non mi sento affatto responsabile – passa poi dalla parte dell’accusatrice -. Potevo invece fare l’irresponsabile restando in Canada fino a settembre a far nulla. Sono tornata a Montecitorio con grande senso del dovere. Se fossi stata menefreghista avrei trascorso tutto agosto in panciolle in Canada, e poi con molta calma, sarei rientrata nella Capitale a settembre. E invece sono qui sul pezzo”. E in fondo, “anche altri colleghi sono rientrati da Paesi extraeuropei e non hanno fatto la quarantena”. Mal comune mezzo gaudio. Non degli italiani, però, che le regole devono rispettarle rigorosamente.

E i deputati sono esentati anche dall’avere un cervello, a quanto pare.




Vox

Un pensiero su “Deputata PD fugge la quarantena: “Io posso, sono parlamentare””

  1. Il problema è che possono starci in panciolle ad un oceano di distanza percependo il lauto stipendio. E siccome alla camera i numeri non gli servono tutti, nemmeno viene richiamata dal partito per fare la sua (minima) parte.

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