Governo riapre centri accoglienza chiusi da Salvini per ospitare gli sbarcati positivi

Condividi!

Dobbiamo andarli a prendere. O l’Italia morirà di fame ed epidemia.

VERIFICA LA NOTIZIA
Gli sbarchi crescono a vista d’occhio. Nemmeno l’emergenza coronavirus dà da pensare a Luciana Lamorgese e Giuseppe Conte che, al contario, gridano al “venite tutti, le porte sono aperte”. Eppure gli arrivi stanno toccando l’apice: “A luglio registriamo il dato peggiore degli ultimi anni – denuncia Matteo Salvini – con 2.825 arrivi contro i 1.088 del luglio 2019 e i 1.969 del luglio 2018. Gli immigrati vengono in massa e a decine sono positivi al Covid, ma il governo che non posticipa i pagamenti delle tasse degli italiani spende più di 4 milioni per affittare navi da destinare a quarantena anziché chiudere i porti applicando i Decreti sicurezza”.

Il governo minaccia la riapertura del famigerato centro migranti di Cona:

PREFETTO: “TROPPI IMMIGRATI INFETTI, NON SAPPIAMO PIU’ DOVE METTERLI”

Del resto Salvini ha chiuso migliaia dei quasi diecimila centri immigrati aperti dal Pd negli scorsi anni. E loro, ora, vogliono riaprirli per riaprire la mangiatoia.

Interviene la Lega. «L’ex base militare non va riaperta – afferma Alex Bazzaro, deputato veneziano della Lega -. L’ipotesi, prospettata dal prefetto Vittorio Zappalorto di trasferire i migranti a Conetta è preoccupante e non condivisa con il sindaco». In passato il centro di accoglienza aveva accolto fino a 1.500 persone in un Comune di 3.000 abitanti. La chiusura del centro, nel 2018, era arrivata mentre la Lega era al governo, con Matteo Salvini ministro dell’Interno. «Non si può vanificare il lavoro fatto e soprattutto gettare nell’ansia la comunità di Cona che ora è preoccupata legittimamente anche per il rischio contagi Covid visto che dei migranti, dislocati in provincia, non si sa nulla, neppure dello stato di salute», continua Bazzaro. Cona, durante l’emergenza sanitaria, si è distinta per essere un Comune Covid free, con zero contagi: «faremo le barricate contro la riapertura dell’ex caserma e contro la possibilità di esporre la popolazione a rischi di natura sanitaria e di sicurezza pubblica».

«Basta ignorare i sindaci e i cittadini – afferma il coordinatore veneto di Fratelli d’Italia Luca De Carlo respingendo l’idea avanzata sulla stampa dal prefetto Vittorio Zappalorto di una riapertura della base di Cona – Senza un blocco degli ingressi il peso di questa emergenza continua ad essere scaricata sui sindaci e sulle comunità», afferma De Carlo che sottolinea i costi sociali dell’apertura del centro di Cona negli anni passati, «frutto di politiche sbagliate. Chiedo al prefetto – conclude De Caro – di confrontarsi con i sindaci e i territori prima di prendere decisioni così importanti». A Cavarzere da pochi giorni sono stati trasferiti migranti risultati positivi al Covid a Jesolo.




Vox

Lascia un commento