“Tenere i soldi sul conto corrente è un male”, c’è tutto il programma di chi ha come fine ultimo l’abolizione della proprietà privata, che sarà il passo necessario per l’abolizione di tutti i rapporti esclusivi. Uno degli step è l’abolizione del contante.
"Le disuguaglianze si acuiscono con la crisi. La gente non ha fiducia nel futuro e si trattengono nello spendere. Tenere i soldi sul conto corrente è un male."@carlaruocco1 #agorarai pic.twitter.com/O5srgpQIWR
— Agorà (@agorarai) July 10, 2020
Il risparmio è investimento. Ma il liberalprogressismo preferisce il consumismo spinto.

L’unico sbocco positivo del mettere paura a chi ha molta liquidità sui conti potrebbe essere una ripresa del mercato immobiliare che trascinerebbe a sua volta l’edilizia e tutto ciò che ruota intorno. Sarebbe però una ripartenza falsata e drogata come era accaduto per l’acquisto obbligato di auto per evitare i blocchi causati dalle leggi antinquinamento. Le azioni dei cittadini italiani non vengono promosse dal desiderio personale di migliorare la propria posizione sociale espandendosi come accadrebbe nel benessere e libertà , ma quello di trovare un bene rifugio che poi verrà ipertassato comunque, ne consegue una frustrazione psicologica e la sensazione di impotenza che noi tutti subiamo ad ogni mossa governativa.
Andavano dimezzati immediatamente gli stipendi dei dipendenti pubblici e privati che lavorano da casa, e quei soldi risparmiati andavanibinvestiti in opere pubbliche o dati ai poveri. Se chi guagagna uguale non può spendere perché ha paura del virus io lo farei ammalare a calci ma in subordine che guadagni meno. Lavori a casa ti pago la meta’.