Spacciatore pakistano tenta di stuprarla nella sede di Rifondazione Comunista: sconto di pena

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È stato condannato con rito abbreviato, e quindi sconto automatico di 1/3 della pena, a 4 anni e 4 mesi di carcere e al risarcimento di 50 mila euro nei confronti della vittima, W.A. il 32 enne pakistano che il 3 gennaio 2020 aveva sequestrato e tentato di violentare una ragazza nella sede di Rifondazione Comunista. Che esiste ancora.

Il pubblico ministero chiedeva 9 anni. L’accusa era per i reati di violenza sessuale, sequestro di persona e spaccio di sostanze stupefacenti

Era pieno inverno quando una ragazza trentina di 27 anni aveva appena litigato con i suoi genitori ed era scappata di casa.

Nei pressi di piazza Santa Maria Maggiore a Trento aveva incontrato il pakistano che aveva subito offerto un alloggio per la notte.

L’immigrato aveva le chiavi di un alloggio nei locali della sede di Rifondazione Comunista.

Il partito aveva consegnato al pakistano le chiavi per un alloggio dove poter stare al caldo e dove poter mettere in carica il suo cellulare. Il partito era comunque estraneo alla vicenda. Per quanto può essere estraneo chi dà ospitalità ad uno spacciatore. Un po’ come Biancalani: loro sono impuniti.

La giovane era riuscita disperatamente a difendersi dal tentativo di stupro e in un momento di distrazione a chiedere aiuto gridando dalla finestra

Alcuni passanti avevano chiamato il 112 e sul posto erano subito arrivati i carabinieri del radiomobile, che avevano arrestato il migrante sul posto con l’accusa di sequestro di persona e violenza sessuale.

In quel caso era stato l’immediato e tempestivo intervento delle forze dell’ordine che erano riuscite a fare breccia nel locale dove viveva il pakistano, aprendo con forza la saracinesca che chiudeva l’entrata ad evitare guai peggiore alla donna.

All’interno la giovane donna era stata trovata in forte stato di agitazione. All’arrivo delle forze dell’ordine la 27 enne aveva raccontato quanto accaduto: di essere stata rinchiusa all’interno dal cittadino pakistano conosciuto poco prima, il quale, contro la sua volontà, tentava un approccio sessuale toccandola nelle parti intime, offrendole, tra l’altro dello stupefacente cosa che la donna, ormai presa dal panico, rifiutava categoricamente.

Durante le verifiche ed i controlli accurati nella stanza e sulla persona dell’extracomunitario, era stata rinvenuta droga.




4 pensieri su “Spacciatore pakistano tenta di stuprarla nella sede di Rifondazione Comunista: sconto di pena”

  1. Vanno coi negri, ma pure voi Pakistan i quindi non sono le verghe ad attrarlema probabilmente il folle senso di colpa nei confronti dello straniero. Volessero la bega almeno uno capisce, ma I pakistani credo abbiani pisellini orientali moschetti… Bohhh!

  2. I comunisti si evidenziano ovunque,
    Questo delinquente è uno dei tanti che la boldrini e i suoi amici, rossi e grulli auspicano per la società multietnica.
    Dove i preti in cerca di carne fresca fanno manbassa.

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