Twitter vieta i termini Whitelist e Blacklist: incommentabile

Vox
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Poveri deficienti di Silicon Valley, così fragili da dover mettere al bando parole di uso comune come Whitelist e Blacklist perché ‘razziste’. L’uso continuato di maria consuma il cervello e abbassa il livello di testosterone. E poi diventi come Jack.

Ce l’eravamo persa perché consideriamo Twitter un social di terzo livello, totalmente ininfluente nel discorso, nondimeno è delirante.

Via i termini “blacklist”, “schiavo” (slave), “padrone” (master) dal linguaggio di programmazione di Twitter. Una decisione presa dopo le proteste scattate a seguito dell’omicidio di George Floyd e che potrebbe costare al social network fondato da Jack Dorsey un investimento di diversi milioni di dollari e molti mesi di lavoro. La rimozione dei codici discriminanti “riflette i nostri valori”, assicura l’azienda.




7 pensieri su “Twitter vieta i termini Whitelist e Blacklist: incommentabile”

  1. Monte Bianco: va spianato perchè è razzista.
    Monte Rosa: va bene perchè è finocchio.
    Montenegro: va ancora meglio perchè ha un’assonanza etnica tribale.

    Ormai il livello delle democrazie liberali è quello…😀😀😀

  2. E quando si parla di Costituzione, le “inclusive versions” come tradurranno espressioni quali “Padri costituenti”?
    Vediamo quale soluzione troveranno le donnacce e le checche pedofile che monopolizzano i governi delle democrazie liberali…

I commenti sono chiusi.