
Ma non si sa se a spregio o perché incapaci di comprenderne l’utilizzo, i clandestini, anziché utilizzarli entrando all’interno, vi orinano contro, sulle porte dall’esterno. Con chiaro degrado e sporcizia.
La situazione al confine con la Francia sta peggiorando. Al moltiplicarsi degli arrivi dei migranti si aggiunge la chiusura del centro di accoglienza del parco Roya per motivi legati all’emergenza coronavirus. Il tutto crea assembramenti di stranieri che bivaccano in città, in attesa di un passaggio clandestino per la Francia, spiega la cronaca del Giornale. È chiaro che, nel frattempo, il sindaco della città,Gaetano Scullino, ha ritenuto di tamponare la situazione come meglio poteva: noleggiando dei bagni pubblici per consentire un minimo di dignità a chi ne avesse bisogno, senza creare sporcizia in città e fuori la stazione. Niente da fare. Gli stranieri di passaggio alla stazione i loro bisogni preferiscono farli fuori, contro l’abitacolo. Che non ne conoscano l’uso pare impossibile.
Ventimiglia, spesi quasi 150mila euro per pulire la cacca dei migranti
Ventimiglia sta vivendo una situazione complicata. Al momento al centro di accoglienza ci sono quarantadue migranti soprattutto afgani, sudanesi e bengalesi. Altri ospiti, però, come dicevamo, non possono entrare. Il ministro Lamorgese sembra intenzionata a chiudere il campo Roya. Il Comune, dal canto suo, la pensa diversamente: “I migranti arrivano a Ventimiglia per tentare di oltrepassare la frontiera – dichiara il sindaco al quotidiano di Milano- se riescono nel proprio intanto tutto bene; altrimenti vengono respinti in Italia e bivaccano a Ventimiglia”. Secondo il primo cittadino gli stranieri irregolari, quindi clandestini, andrebbero subito espulsi: “Anche se è più facile dirlo, che farlo”. Ma anche se si fosse in presenza di migranti con regolare permesso di soggiorno “dove li mandiamo?”, esplode il primo cittadino. “In spiaggia, alla stazione o nel fiume? Dove mangeranno e faranno i propri bisogni?”. Tutte domande da rivolgere al ministro Lamorgese. La quale, intenta soltanto a come meglio distruggere i decreti sicurezza di salviniana memoria, non pensa a tamponare situazioni esplosive.
Nell’attesa che il ministro dell’Interno prenda atto della situazione, il sindaco fornisce un suggerimento: “Prescindendo dalla posizione politica, è necessario trovare una soluzione. L’ipotesi che mi pareva maggiormente percorribile era quella di chiudere il campo a Ventimiglia per aprirne uno altrove: evitando così il richiamo del confine”. Ventimiglia, infatti, è ormai diventata una città “imbuto”, richiamo per migliaia di immigrati in fuga dall’Italia.
Clandestini respinti dalla Francia ammassati a Ventimiglia: “Toccano all’Italia” – VIDEO

La lamorgese sta accumulando una serie di condanne da record.
Ovviamente per loro un comune può sforare il famoso Patto di Stabilità, mentre invece per sistemare strade, piazze, marciapiedi, acquedotti, ecc., assolutamente no, va lasciato tutto com’è.