Libano: bloccati mille profughi siriani che vogliono tornare a casa

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Un migliaio di profughi siriani in Libano che tentavano di tornare illegalmente nella vicina Siria sono bloccati da alcune ore al confine tra i due Paesi a causa della chiusura della frontiera nel quadro delle misure anti-coronavirus. Ne danno notizia stamani i media libanesi, secondo cui operatori dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) si sono recati al valico frontaliero libanese di Masnaa per prestare i primi soccorsi ai civili siriani, in larga parte donne e bambini.

Secondo le prime informazioni, questo folto gruppo di profughi siriani, da anni fuggiti dal loro paese in guerra nel vicino Libano, hanno tentato di rientrare in patria tramite i valichi illegali tra i due paesi.

L’esercito libanese ha intercettato il gruppo e ha condotto i profughi al punto di frontiera di Masnaa. Il confine dei due paesi è di fatto chiuso da tre mesi per le misure restrittive anti-Covid-19. E nei giorni scorsi le autorità libanesi hanno riaperto temporaneamente la frontiera soltanto per consentire il rientro dalla Siria di libanesi bloccati da settimane nel vicino paese arabo.

Quindi abbiamo i profughi siriani che vogliono tornare a casa da mesi ma, nello stesso tempo il Vaticano che in complicità con il nostro governo li vuole portare in Italia con i famigerati ‘corridoi umanitari’.

Perché a loro interessa usarli come destrutturante etnico delle nostre società. Non sono interessati a che tornino alle loro case.

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Anche quando sembrano agire per il bene, agiscono per il male. Sono criminali.

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