Rivolta sulla pagina FB di Conte:”Dove sono aiuti promessi? Stiamo morendo di fame”

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“Presidente lei lo sta dicendo da marzo che ci avrebbe aiutato”, fa notare Domenico ma “ad oggi niente di niente: solo briciole”.

“Sono passati 83 giorni – scrive Alexander – cassa integrazione zero”. Francesco invece l’ha ricevuta. Sul conto però sono arrivati solo 728,91 euro di aprile, accreditati a maggio. “Io ho famiglia, spiegami come devo fare!”.

Faustina la pensa allo stesso modo: “Tre bambini, tre mesi senza stipendio… parole, parole parole…”. “Caro presidente – scrive Lorena – può chiedere ai suoi super consiglieri come si può arrivare a fine giugno con 2,43 euro visto che aspetto ancora la cassa integrazione da marzo?”

Non manca poi chi ironizza sulla gestione dell’emergenza (“Vendo collezione di autocertificazioni marzo 2020- maggio 2020, usate pochissimo poiché cambiate spesso. No perditempo”) e chi chiede interventi per i disabili, per il settore del turismo o quello degli spettacoli. Qualcuno ricorda che sono ancora bloccati i decreti interministeriali sui fondi per i professionisti iscritti alle casse private. Altri lamentano i troppi ritardi nelle erogazioni (“Io sto ancora aspettando il congedo parentale al 50% e nessuno sa niente”, racconta Nico). Chiara invece critica la scelta di dedicare risorse ai bonus biciclette e monopattini, quando “la gente ha bisogno di soldi per campare”. Molti domandano indicazioni chiare su come far ripartire i lidi estivi o semplicemente dei bonus per la santificazione. E poi ci sono le imprese. Tra partite iva, professionisti e aziende è un susseguirsi di lamentele. Nicola: “2.200 euro per tre mesi. Una azienda per quanto piccola sia, con 2.200 euro non paga nemmeno la bolletta della luce e dell’acqua”. Antonella: “Le aziende hanno bisogno di liquidità, ma non la liquidità a parole… vera liquidità. Basta parole”. Sabrina: “Le piccole imprese sono alla canna del gas. Stiamo pagando tutto e non abbiamo il minimo aiuto. Affitti, tasse, senza aiuti stiamo morendo”. Un’altra Sabrina: “Le banche non seguono le direttive, e le entrate non coprono i due mesi di chiusura. Sarò una partita iva che finirà di vivere grazie a promesse mancate”.

Simona non riesce a pagare il cibo dei suoi figli. Il motivo? Semplice: “‘Nessuno perderà il lavoro’, disse il caro Conte. Io l’ho perso”. Perché al di là dei piani per il futuro, dei miliardi del Recovery Fund (“se è come la potenza di fuoco di marzo siamo apposto”) e tutto il resto, ora conta sopravvivere. Dice Tamer: “Qualcuno deve rispondere al mio problema: cosa faccio con la mia famiglia senza reddito per tre mesi?”.




2 pensieri su “Rivolta sulla pagina FB di Conte:”Dove sono aiuti promessi? Stiamo morendo di fame””

  1. Bisogna capirlo, Conte si è vantato di non aver mai aperto un libro di matematica, e come possiamo pretendere che conosca la differenza tra un numero e l’altro, per lui è tutto incomprensibile!

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