Lampedusani in rivolta impacchettato il monumento simbolo dell’invasione

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Gesto futurista contro la famigerata Porta d’Europa, opera del presunto artista Mimmo Paladino e uno dei simboli dell’invasione sull’isola di Lampedusa e del business dell’accoglienza immigrati, che nel corso della notte scorsa e’ stata impacchettata e sigillata con del nastro adesivo da imballaggio e dei teli neri.

La sindaca di Lampedusa, Toto’ Martello, l’ha presa male. Lui, la porta, quella di servizio, l’ha sempre aperta: “È un’azione meschina – dice – che fa male all’immagine di Lampedusa e soprattutto fa male ai lampedusani: ho immediatamente sporto denuncia alle Autorita’ competenti, mi auguro che i responsabili vengano individuati. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete di sostegno ad una comunita’ che continua a ‘tenere aperta’ quella porta in nome del rispetto dei diritti umani, nonostante enormi sacrifici e nonostante qualcuno abbia intenzione di chiuderla. La Porta d’Europa e’ uno dei simboli della nostra isola e della nostra comunita’ – prosegue Martello – e’ un’opera conosciuta a livello internazionale e vederla sfregiata in modo cosi’ volgare e’ una ferita che fa male e che ci preoccupa. Lampedusa – continua Martello – si e’ sempre sobbarcata il peso di un’accoglienza che ha urgente bisogno di regole certe e condivise, e continua a farlo nonostante l’emergenza coronavirus che sta determinando una crisi economica e sociale che sull’isola non ha precedenti e che rischia di essere terreno fertile per chi vuole sobillare tensioni, divisioni e pericolosi atti di ribellione nei confronti delle istituzioni. Faccio dunque appello al governo nazionale, alla Comunita’ europea e a quanti hanno a cuore i valori della pace e dei diritti umani – conclude il sindaco – affinche’ a Lampedusa si intervenga al piu’ presto con azioni di concreta solidarieta’ e sostengo alla comunita’ locale, prima che un’ondata di odio sociale travolga tutto”.

Delirante.

Dopo la denuncia del sindaco Martello e l’intervento della polizia municipale, la Porta d’Europa e’ stata ‘liberata’ dagli involucri che erano stati messi durante la notte ed e’ tornata ad essere il simbolo del degrado di Lampedusa. Ma la notte è lunga.

Il governatore siciliano ha sempre la stessa soluzione: mandarli in crociera.

La proposta del presidente Nello Musumeci.#Lampedusa #migranti

Posted by IlSicilia.it on Wednesday, June 3, 2020




10 pensieri su “Lampedusani in rivolta impacchettato il monumento simbolo dell’invasione”

  1. Lo Stonehenge in salsa sicula andrebbe preservato con cura nonchè venerato visceralmente in quanto ricorda a tutti il declino dell’infausto vecchio mondo e la nascita del neo ordine mondiale, fertile terreno di cultura per il nuovo progresso sociale, culturale ed ambientale.

  2. Arriverà il bel giorno in cui tutti questi monumenti alla dissoluzione dell’Occidente verranno fatti saltare in aria con la dinamite, ed al loro posto costruiremo monumenti dedicato a Roma, all’Italia e tutte le date fatidiche che hanno plasmato il carattere nazionale.

    1. Quelle in metallo le fonderei e poi farei delle colate di bronzo fuso o altro metallo sugli stronzi che le hanno volute!Fatto questo, rifusione x creare proiettili e cannoni da usare contro l’africa.

      1. Tecnicamente l’Africa andrebbe preservata perché ogni nazionalista ama la sua terra, ma anche il pianeta di cui fa parte naturalmente. E penso che con gli africani si possa usare un approccio ‘soft’, basta interrompere ogni genere di aiuto, lasciamoli alla loro indipendenza. Con l’unico freno di non poter devastare ulteriormente i loro territori per mantenere la loro vorace popolazione. Gli africani scenderebbero radicalmente dalla vetta della popolazione mondiale, se ce ne fossero 500 milioni, e dico già una cifra elevata, non li vedremmo invadere ad ondate l’Europa. E’ tutta questione demografica alla fine, se non ci sono fisicamente gli africani, o non abbastanza, in Africa, tanto meno li vedrai arrivare in Europa.

  3. Questo Sindaco – con la sua politica della accoglienza a tutti i costi – ha arrecato gravi danni alla comunità dell’isola. Sicuramente i lampedusani non dimenticheranno il fatto che la situazione è stata da lui ingenerata e la sua responsabilità diretta in conseguenza della propaganda da lui diffusa.
    Lampedusa 30 anni fa era un posto da sogno adesso è un bivacco di africani in vena di scorribande; pensare di restituire a Lampedusa il pregresso prestigio è un sogno impossibile con il Sindaco attuale.
    Poveri isolani.

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