Governo rifiuta 100 miliardi senza condizioni dai risparmiatori per incatenarci alla UE

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A questo punto urge un’indagine per capire il perché. Anche se il ‘perché’ è sotto gli occhi di chiunque voglia capire.

Il nuovo titolo decennale italiano annunciato solo ieri dal Mef, il Btp con scadenza a dicembre 2030, ha visto oggi uno spread iniziale in asta di 15 punti base, che a metà mattina è già sceso a 9 punti oltre l’attuale benchmark con pari scadenza. Questo deriva dal fatto che il mercato ha richiesto oltre 100 miliardi di carta stabilendo il record storico. Il taglio dell’emissione, a fronte di una domanda così alta, è stato di 14 miliardi di euro per un rendimento finale dell’1,707% (emissione al prezzo di 99,52, cedola dell’1,65%).

Questo, come ha più volte spiegato Claudio Borghi, significa che l’Italia, se volesse, potrebbe reperire tutte le risorse di cui ha bisogno sul mercato. A zero condizioni, rispetto al MES che Conte, ancora oggi, sembra volere attivare. Ma anche rispetto al cosiddetto Recovery Fund, soldi che arriverebbero tra molti mesi, a condizioni e a fronte di un contributo annuale di oltre 5 miliardi di euro al budget UE:

E allora: perché il governo rifiuta 100 miliardi ad un costo relativamente basso e a zero condizioni, insistendo per chiederli alla Ue? Perché vogliono avere la scusa di tagliare le pensioni?




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