Il ‘piano’ di Salvini per cancellare la Sanatoria: guerriglia parlamentare

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Dal oggi entra in vigore il “decreto Bellanova”. Con le misure per presentare la richiesta di “emersione” dei rapporti di lavoro E per “regolarizzare” gli immigrati irregolari senza un permesso di soggiorno. Fino al 15 luglio, datori di lavoro e gli stranieri potranno inviare le richieste di regolarizzazione.

In realtà, così come è stata concepita, è la sanatoria degli spacciatori che si fingeranno badanti di connazionali. Come è accaduto con Maroni e Monti.

Il capriccio del ministro dell’Agricoltura è realtà. Con tutte le drammatiche ricadute. “Grazie” all’emergenza coronavirus, che non è mai esistita come tale e soprattutto non è tale ora e non lo sarà nei prossimi mesi, centinaia di migliaia di delinquenti potranno essere sanati. Nella memoria di tutti le lacrime della Bellanova al termine del Cdm. Commossa per il via libera all’agognato articolo 110-bis, è scoppiata in lacrime. Proprio come l’ex ministro Fornero.

Su Facebook Italia Viva ha pubblicato con perfida soddisfazione le linee guida della sanatoria.

Sotto il profilo tecnico, la sanatoria è stata compresa all’interno del decreto rilancio, il quale deve quindi adesso passare dalle aule per la conversione in legge. Ed è qui che la Lega, assieme a Fratelli d’Italia vuole provare a bloccare la sanatoria: l’intento è quella di trovare sponde tra i più delusi della maggioranza per farla saltare o per, quanto meno, ridimensionarla in alcuni suoi aspetti.

A confermare questa strategia nelle scorse ore, è stato lo stesso segretario della Lega Matteo Salvini: “Sui migranti, la sanatoria è sciagurata – ha dichiarato su Twitter l’ex ministro dell’interno – Daremo battaglia. Presenteremo emendamenti al dl rilancio per bloccarla”.

La strategia dunque, sarebbe quella di far “piovere” sul dl rilancio una serie di emendamenti volti a smontare la parte riguardante la sanatoria. Ed in questi giorni i vari gruppi parlamentari del centro – destra potrebbero trovare comuni accordi per arrivare a Montecitorio ed a Palazzo Madama con una serie di emendamenti volti a mettere in difficoltà il governo sul tema.

Sarebbe bastato bloccare il Parlamento e fare guerriglia nelle commissioni. Il decreto sarebbe scaduto senza essere convertito in legge. E alla fine avrebbero stralciato la norma pur di farlo passare. Ma abbiamo un’opposizione educata.

E’ invece tempo di prenderci quello che ci spetta. Nessuno ti concede la libertà. Nessuno ti concede la democrazia.




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