Roma: islamici chiudono donne in recinto per pregare – VIDEO – FOTO

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A proposito dell’indegno schifo di oggi a Roma e, siamo certi, anche in altre città italiane:

Movida islamica a Roma: suolo pubblico diventa moschea – VIDEO

Cosa hanno da dire le femministe, visto che gli uomini pregavano, assembrati, mentre le donne erano rinchiuse in una sorta recinto improvvisato?

Donne musulmane rinchiuse in un recinto a due passi dalla basilica di San Giovanni a Roma. Sotto gli occhi di tutti. Polizia compresa. La denuncia è di Fabio Rampelli, che su Facebook racconta la “triste” avventura domenicale. Con tanto di foto scattate personalmente.

“Ero alle ore 9.30 di questa mattina in Piazza Re di Roma, a Roma”, racconta il vicepresidente della Camera. “Gli uomini pregano ignorando le regole del distanziamento sociale, ma hanno almeno la mascherina. A pochi metri di distanza si vede un recinto. Non è una porcilaia, ma lo spazio riservato alle donne rinchiuse dietro una rete oscurante. Come fossero animali. Non possono partecipare alla preghiera né vedere i fedeli e l’iman. La polizia osserva senza eccepire“.

Complimenti alla Raggi. Volete questa Italia per le vostre figlie? Se non li cacciamo ora, non li cacceremo più. Prima, dobbiamo cacciare i ladri di democrazia al governo. Cosa stiamo aspettando?

Le immagini sono state scattate dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “Gli uomini pregano ignorando le regole del distanziamento sociale, ma hanno almeno la mascherina, a pochi metri di distanza si vede un recinto, non è una porcilaia ma lo spazio riservato alle donne rinchiuse dietro una rete oscurante, come fossero animali, non possono partecipare alla preghiera né vedere i fedeli e l’imam, la polizia osserva senza eccepire”, denuncia il deputato di Fratelli d’Italia.

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“Non si può più accettare di essere discriminati a casa propria – attacca – di vedere stravolti i nostri principi ordinatori per i quali generazioni si sono battute con coraggio, di subire divieti e sanzioni mentre cittadini stranieri violano indisturbati la legge”.

INACCETTABILE RAMADAN A ROMA, ALL'ESQUILINO I DIVIETI SONO SOLO PER ITALIANI! Le immagini di questo video girato da cittadini all'Esquilino dimostrano che non è stato rispettato nessun divieto di assembramento.Ci sono decine e decine di immigrati intenti a celebrare il Ramadan, molti senza mascherina e a distanza ravvicinata. I divieti valgono solo per gli italiani cattolici?Presenteremo con Fabio Rampelli un'interrogazione al premier Giuseppe Conte e al ministro Lamorgese per chiedere chiarezza.

Posted by Federico Mollicone on Sunday, May 24, 2020

Insomma, nell’Italia della fase 2 ci sono manifestazioni di serie A e altre di serie B. I musulmani festeggiano la fine del Ramadan con il benestare delle autorità, mentre solo poche settimane fa i ristoratori che hanno manifestato all’Arco della Pace a Milano sono stati multati per essere scesi in piazza a distanza di sicurezza. “Fanno repressione a senso unico”, ci dice al telefono Paolo Bianchini, tra i fondatori del Movimento Impresa Ospitalità che ha promosso le proteste dei ristoratori e degli albergatori che hanno risentito maggiormente del lockdown e che si vedono penalizzati dalle norme anti-Covid. “A Milano e in tante altre piazze d’Italia ci hanno proibito di manifestare, mentre oggi i musulmani festeggiano liberamente. Perché loro sì e noi no? Eppure siamo soltanto padri e madri che vogliono difendere il loro lavoro”.

“La comunità islamica qui è una presenza fissa, ogni anno, come è giusto che sia, festeggiano la fine del Ramadan in questo parcheggio”, ci spiega Danilo Amelina, presidente del Comitato quartiere Aurelio. “Certo che però – aggiunge – quest’anno la manifestazione si sarebbe potuta evitare”. “Loro sono stati attenti a differenza di altri, ma è inevitabile che alla fine di una celebrazione con oltre 500 persone si creino assembramenti, con gente che va in gruppo a prendere l’autobus o a bere il caffè al bar”, gli fa eco Angelo Belli, coordinatore della Lega nel XIII Municipio Aurelio, secondo cui “in questo momento il buonsenso avrebbe voluto che l’autorizzazione non fosse stata concessa”. “L’Italia è sempre stato un Paese accogliente, ma qui siamo di fronte a un caso di discriminazione al contrario – incalza una donna che incontriamo nei pressi di piazza dei Giureconsulti – noi siamo ancora soggetti a varie limitazioni per le nostre celebrazioni religiose, mentre loro possono festeggiare il Ramadan come gli pare”. “In molti – spiega Belli – sono arrabbiati visto e considerato che ai funerali cattolici al momento non possono partecipare più di 15 persone”. “Oppure pensate a quelli come me – aggiunge – che sono fotografi e che rischiano di non lavorare per almeno un anno perché tutti i matrimoni proprio per evitare gli assembramenti, sono stati tutti rinviati”.




11 pensieri su “Roma: islamici chiudono donne in recinto per pregare – VIDEO – FOTO”

  1. Allora premetto che non sono mai stata femminista, in quanto quel movimento mirava semplicemente alla parità, mentre io sostengo la supremazia.
    Qui abbiamo una situazione particolare, intanto sono musulmane, poi sappiamo che a casa loro una donna vale, credo, quanto una capra, le capre stanno nei recinti? Si, e allora quale è il problema? Non dobbiamo credere che se sono in Italia si debbano comportare diversamente, la loro cultura, come sottolineava una gran mignotta, è insita nel dna e non muteranno le loro abitudini soltanto perché sono sul nostro suolo. Nostro ancora per poco se non muoviamo le chiappe!

  2. Grandi. E’ quello che servirebbe con queste madame, che credono di comandare gli uomini. Si mettono la divisa e ci multano, ci comandano. Sono armate. Sono pm. Sono ovunque a sparlacciare e poi fanno i porno coi negri. Gli immigrati !? FANNO SOLO BENE!

  3. Il problema è che queste donne sono obbligate e non possono e non sanno come ribellarsi. Questo è lo STILE DI VITA CHE NON VOGLIO, NÉ PER ME NÉ PER LE MIE GENERAZIONI FUTURE.
    La discriminazione c’è verso di noi, che non possiamo fare feste di qualsiasi tipo, mentre loro sì.
    La legge è evidente che Non vale per tutti.
    Lo dico a chi crede “buonistamente” che il bello della multietnia è una risorsa, dipende da come viene impostata e soprattutto se chi viene qua rispetta le persone, regole e cose esistenti.
    È strano che una cristiana dica così, perché molti si riempiono la bocca di dolci ed ipocrite parole senza sapere quali saranno le conseguenze future, io preferisco affermare la mia identità e rimarcare che ci sono delle leggi da rispettare.
    Altrimenti, come si dice qui in gergo emiliano, “ognuno faccia pane per proprio conto”, cioè a casa propria. In questo caso è il paese di origine proprio.

    1. Con “zucchina” ci siamo fatti la predicatrice, ma potrebbe anche essere un nick (tragicamente) vero.
      “popoli” è il più recente, scrive correttamente e con molta cura i post, forse li rilegge addirittura dopo averli scritti, ci tiene che le cose che scrive siano perfettamente comprensibili e pur essendo in grado non usa termini astrusi o desueti, potrebbe essere uno nuovo come un burlone, ho scartato già 2 ipotesi, come non credo che sia quello che aveva sbroccato di brutto una volta, come si chiamava… joshua? Aveva un modo di scrivere totalmente diverso. Una invece è ancora aperta😉

  4. Femministe sinistroidi, se ci siete battete un colpo! Non avete nulla da dire a riguardo?

    Fiato sprecato, quelle rompono i co***oni solo a noi maschi bianchi eterosessuali e cristiani. Con tutti gli altri invece sono “vivi e lascia vivere”.

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