Coronavirus, immigrati e rom in giro senza rischiare sanzioni: razzismo di Stato

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L’Italia continua ad essere in pieno “lockdown” per emergenza da Covid-19: migliaia di cittadini vengono sanzionati con salatissime multe per non aver rispettato le norme e nel frattempo le autorità si preparano al grande piano “anti-esodo” pasquale, con tanto di veri e propri check-point nelle zone strategiche in prossimità di strade, autostrade, tangenziali e svincoli, con l’obiettivo di contenere il più possibile chi ha intenzione di non rinunciare alla scampagnata pasquale.

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Controlli vengono inoltre messi in atto sia nei confronti di automobilisti e sia per chi va a piedi, anche soltanto per recarsi ad acquistare beni di prima necessità. Sono però numerose le segnalazioni di cittadini che lamentano e documentano come le medesime misure non vengano in alcuni casi applicate nei confronti di extracomunitari “a zonzo” per le città, come nel caso di un filmato diffuso sui social da un cittadino della provincia di Brindisi; nel video si vedono due africani che camminano tranquillamente fianco a fianco, senza guanti e mascherina, passando a pochi centimetri da una pattuglia della polizia che sta effettuando controlli su degli automobilisti e che non si cura minimamente dei due che stanno chiaramente infrangendo le norme anti-Covid. I commenti degli autori del video: “…passano indifferentemente…Sta vedendo signor Sindaco? Ecco qui la nostra Italia…Poi cammino io e mi fermano”, mettono in evidenza un sentimento piuttosto diffuso nel Paese e cioè che le norme non vengono applicate per tutti allo stesso modo, ma che si usano due pesi e due misure. Del resto le segnalazioni erano arrivate da diverse città italiane, come riportato dal Giornale già a marzo.

Lo scorso 7 aprile in un pezzo di Alessandra Benignetti era stato mostrato come numerosi immigrati fuori della Stazione Tiburtina a Roma continuassero a stazionare in condizioni non consone alle disposizioni previste per l’emergenza da Covid, giocando addirittura a calcetto. A Milano sono poi state raccolte segnalazioni dalle zone di piazza Selinunte, via Padova, Giambellino, viale Certosa, Corvetto, Lambrate e Cascina Gobba.

A Vicenza invece, due immigrati multati per non aver rispettato le norme da Covid-19 hanno aggredito i vigili urbani per poi minacciare e lanciare bottiglie contro i residenti che li riprendevano con i telefonini; anche in questo caso il filmato è stato diffuso sui social con tanto di commento della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sulla propria pagina Facebook: “A Vicenza due immigrati, dopo essere stati sorpresi e multati perché non stavano rispettando le norme anti coronavirus, stracciano le multe dei vigili e iniziano a lanciare bottiglie contro i residenti. Scene di questo tipo ci arrivano da tutta Italia. Ma è possibile che mentre gli italiani, per il bene di tutti, rimangono chiusi nelle loro case costretti a rispettare le regole, gli immigrati sono liberi di circolare”?

A Pisa gli immigrati ospiti di una struttura privata hanno invece messo in atto un blocco stradale per protestare contro la temporanea interruzione dell’erogazione di buoni pasto e l’introduzione della spesa a domicilio, implementata dalle autorità per evitare che i soggetti in questione si recassero in giro a consumare i buoni. Cosa che gli immigrati non hanno però gradito, dando il via alle proteste. Sarebbe utile sapere se i soggetti resisi responsabili di tali episodi siano poi stati sanzionati, come previsto dalle norme anti-Covid.

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Il sentimento condiviso di un’applicazione delle norme basata su “due pesi e due misure” è un problema serio in quanto rischia di esasperare la collettività, in un momento in cui la tensione è già molto alta a causa del cosiddetto “lock-down” da Covid-19, con le rispettive ripercussioni non soltanto a livello economico, ma anche psicologico. Ci sono 60 milioni di italiani potenzialmente pronti a documentare dalle proprie finestre e dai propri balconi quanto avviene in strada. E’ dunque fondamentale che le autorità si impegnino nell’applicare le medesime misure nei confronti di tutti, senza alcuna distinzione, onde evitare di rafforzare questo sentimento che rischia poi di sfociare in uno scontro sociale vero e proprio.




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