Coronavirus, da Monaco di Baviera a Codogno: il vero paziente 0 è la Globalizzazione

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La circolazione frenetica di persone non è un problema. E’ IL PROBLEMA.

Il primo caso accertato di Covid-19 in Europa si è verificato a Monaco di Baviera il 24 gennaio. Ne parlammo in quei giorni.

Ieri la conferma da uno studio:

Coronavirus, trovato il paziente zero: donna cinese, ha contagiato tedesco poi è tornata in Cina

Ripercorriamo la vicenda. Si tratta di un tedesco di 33 anni contagiato da una donna d’affari arrivata da Shanghai, che l’avrebbe infettato mentre era asintomatica. Entrambi sono poi risultati positivi al tampone faringeo.

Il contagio durante un meeting di lavoro il 20 e il 21 di Gennaio a Monaco di Baviera. Il giovane ha sviluppato i primi sintomi respiratori il 24 gennaio, mentre la donna, che è rimasta in Germania tra il 19 e il 22, ha accusato i sintomi dell’infezione mentre era sul volo di ritorno diretto in Cina. Con loro, positivi altri tre colleghi della stessa azienda, la Webasto.

A legare il focolaio tedesco con quello italiano un italiano che era proprio a Stockdorf, sede della Webasto, che ha diverse uffici anche nel nord Italia: uno a 45 chilometri da Codogno.

Ecco, il paziente zero è quindi la Globalizzazione. Una cinese che va in Germania per comprare quei macchinari che servono ai cinesi per produrre merci a basso costo che poi esportano in tutto il mondo mettendo in ginocchio anche le imprese italiane.




2 pensieri su “Coronavirus, da Monaco di Baviera a Codogno: il vero paziente 0 è la Globalizzazione”

  1. A meno che non siano più che consapevoli e vogliano ammazzarci tutti è una bruttissima gatta da pelare per ZOG.

  2. Eh sì oggi ci si sposta con troppa facilità da una parte all’altra del mondo, e di conseguenza con molta facilità le epidemie virali si diffondono.

I commenti sono chiusi.