Coronavirus, Mattarella si è preoccupato dei cinesi: se ne frega di Veneto e Lombardia

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Caos per imprese e turismo. Il conto della quarantena è già salito a quota 7 miliardi. La contrazione danneggerà soprattutto il Settentrione, che produce il 54% del Pil. Adolfo Urso, viceministro ai tempi della Sars: «Questa crisi peserà tre volte di più». Ma la sua è una previsione ottimistica. Che non tiene conto di una cosa: l’epidemia si diffonderà nel mondo a macchia d’olio. Di tutto questo, dobbiamo ringraziare la follia della Globalizzazione e l’apertura sconsiderata alla Cina, da sempre culla di tutte le epidemie mondiali.

Paolo Agnelli: «Le imposte nei Comuni più colpiti vanno abolite, non soltanto sospese». L’industriale e presidente di Confimi, che riunisce 34.000 Pmi: «Via subito l’Imu sui capannoni. Stanziamenti ad hoc? È meglio se lo Stato salda i debiti con i privati». A dirla tutta, l’Imu andrebbe abolita ovunque, a prescindere.

Mattarella ieri difendeva i cinesi, se ne frega degli italiani. Il presidente, pronto a correre in una scuola multietnica, tace sulle aziende che rischiano di fallire per l’epidemia. Gli aiuti riguarderanno solo il Lodigiano: Veneto e Lombardia saranno lasciati a loro stessi.

Ma non solo lui. Vogliamo tutti i politici e vippaioli che si ingozzavano di lavioli in visita nel lodigiano, senza mascherina a portare solidarietà.




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