Nigeriano massacra la fidanzata italiana, il padre: “Le avevo detto di non frequentare africani”

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Costretta a subire violenze, persecuzioni e abusi di ogni genere. Compresi il sequestro e lo stupro. Una ragazza di Piacenza ha raccontato nell’aula del tribunale l’incubo di una relazione con un africano.

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Una storia di violenze e costrizioni, quella ricostruita dalla vittima, dai genitori e da alcuni congiunti della stessa durante l’udienza dello scorso giovedì 20 febbraio, poi rinviata a maggio, quando il processo a carico del 33enne straniero dovrebbe giungere a conclusione.

L’uomo alla sbarra è personaggio già noto per episodi di violenza compiuti anche nei confronti della ex compagna e convivente nigeriana, con la quale aveva tra l’altro avuto un figlio, ed a causa dei quali aveva ricevuto una condanna ad un anno e otto mesi. Condanna a cui aveva fatto seguito anche quella comminatagli per il reato di lesioni ai danni del padre della giovane vittima piacentina, oggi 28enne.

Quest’ultima conobbe il suo carnefice nell’oramai lontano 2010, quando era ancora minorenne, e con lui strinse una relazione, giustamente osteggiata dal padre. I media l’avrebbero definito ‘razzista’.

“Dissi a mia figlia di valutare bene la differenza culturale”, ha riferito l’uomo in aula. Poi gli studi universitari, condotti a Venezia, portarono la giovane ad allontanarsi da casa ed a distaccarsi di conseguenza dall’africano.

Poi il ritorno a casa nel 2014, quando la vittima iniziò a lavorare come cameriera.

Il nigeriano, che pretendeva denaro dalla sua più giovane compagna, esercitava un controllo pressochè totale su di lei, dimostrando come le donne impegnate in questo tipo di relazioni abbiano problemi evidenti che le portano all’autolesionismo.

Per convincerla e costringerla ad assoggettarsi al suo volere, spesso lo straniero minacciava ritorsioni nei confronti dei suoi congiunti, cosa questa che ha trovato conferma nei racconti dei genitori e di alcuni amici, che avevano ricevuto pesanti intimidazioni dal nigeriano nelle occasioni in cui avevano incrociato casualmente la sua strada. L’incubo più terribile, tuttavia, la giovane l’ha dovuto subire in data 11 ottobre del 2015, quando il suo aguzzino le chiese un incontro per discutere della chiusura della loro relazione, a cui lo stesso si opponeva.

Dopo averla attirata in casa, chiuse a chiave la porta e le strappò il cellulare di mano per impedirle di contattare chiunque e chiedere aiuto. In seguito alle minacce, l’uomo passò alle vie di fatto, immobilizzando la giovane e colpendola ripetutamente con dei pugni in faccia, prima di violentarla e lasciarla tornare a casa. Era piena notte, la accolse la madre. “Aveva due grandi occhiali neri. Era scossa. Lei mi dice che lui l’ha picchiata”, racconta la donna in aula. “Le tolgo io gli occhiali. Ha un occhio nero, il naso schiacciato e un labbro gonfio”, ricorda invece il padre. Poi la corsa in ospedale, dove i medici confermano l’avvenuta violenza sessuale, trovando anche tracce di sperma nonostante l’uso di un preservativo negli abusi. Da questo momento partono le indagini da parte degli uomini della questura di Piacenza, ma non cessano le persecuzioni del nigeriano.

Accusato di stalking, lesioni personali, sequestro di persona e violenza sessuale aggravata, il nigeriano conoscerà il proprio destino il prossimo maggio.

Ai padri che dovessero trovarsi in occasioni simili: agite prima. Se non siete in grado, rivolgetevi a qualcuno. Farete un favore a voi, a vostra figlia e alla società.




4 pensieri su “Nigeriano massacra la fidanzata italiana, il padre: “Le avevo detto di non frequentare africani””

  1. quando sento ste storie, non posso che stare dalla parte del negro!!!!!!!!!!…… le puttanelle italiane probabilmente intrombabili che si fanno mettere incinte dando la cittadinanza a bestie negre e ai loro figli uguali ai padri, come queste, andrebbero soppresse, o per lo meno a queste andrebbe tolta la cittadinanza italiana, andasse in africa a godere della loro civiltà millenaria.

    1. Non ho molta compassione per le adulte, ma le ragazzine sono anch’esse vittime della propaganda, e va messa in conto anche la castrazione mentale subita dai nostri maschi, i quali risultano quindi meno attraenti rispetto all’indomato cinghialazzo straniero. E pure nel valutare i maschi attratti dalle straniere, ricordiamoci che hanno delle attenuanti, dopotutto chi la vuole una femminista che ti calpesta i testicoli?

  2. Uno dei tanti effetti prodotti dal “vietato vietare” di origine sessantottina, praticamente applicato dalla stragrande maggioranza dei genitori odierni. A cui si aggiunge l’indottrinamento fatto dalla scuola ai nostri giovani, molto sessantottino, a cui insegnano che “siamo tutti uguali e che le razze non esistono”, e l’influenza fatta dai massmedia coi loro contenuti spazzatura. In epoca pre-Sessantotto, col cavolo che un padre avrebbe permesso alla figlia femmina di mettersi con un africano.

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