Manifestarono a Trevenzuolo contro i profughi: in 22 a processo

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A partire dal 30 giugno 2017 al dicembre 2018 a Trevenzuolo, piccolo paese del Villafranchese manifestarono contro i profughi.
Piccolo centro migranti, a parere dell’accusa, trasformatosi da oggi in un processo che inizierà in tribunale a Verona, davanti al collegio presieduto da Silvia Isidori. I ventidue imputati, quasi tutti residenti a Trevenzuolo oltre che ad Isola della Scala, Villafranca ed Erbè, devono rispondere di aver violato la legge Mancino.

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Il procuratore della repubblica, Angela Barbaglio ha indicato nel frattempo tre parti offese. Si tratta della responsabile della cooperativa oltre che la stessa società, la «Versoprobo» e di un imprenditore.

Tra i testi, chiamati dal procuratore della repubblica, appare anche il vice prefetto di Verona, Angelo Sidoti. Non si sa quanto durerà il processo anche se la richiesta del procuratore, accolta dal tribunale, di giudizio direttissimo fa intuire che l’accusa ritiene di avere sufficienti carte in mano per procedere nei confronti dei ventidue imputati.




2 pensieri su “Manifestarono a Trevenzuolo contro i profughi: in 22 a processo”

  1. cioe’ad uno stanno sul cazxo questi abusivi clandesti i e nn possono neppure dirlo?.. o tirano fuori ancora le cazzate che sono naufraghi? un naufrago dopo che lo salvi lo rimpatri, un naufrago e’ colui che sta su una imbarcazione per lavoro o per diletto e l imbarcazione affonda, un naufrago non e’ uno che si mette su di un gommone aspettando la solita ong di lesbiche ricchioni e drogati che li traghettano solo e sempre in italia, in italia se ti metti su di un gommone senza tutti i dispositivi di dicurezza ti denhnciano penalmente a te che sei il comandante e a te che sei salito a bordo, perche’ a ste migliaia di beduini negri rosdi gialli bianchi biondi ecc ecc, nessuno fa mai nulla?

  2. All’interno del nucleo “Roncolevà alza la testa” vi sono dei veri patrioti.
    Non si può credere di annientare in pochi anni tutto ciò che alberga nel dna umano. Da sempre infatti l’uomo ha dei punti saldi quali la terra dove vive (la sua Patria) la sua famiglia, il suo lavoro. Vedete come la parola “suo” viene spontanea, pur non essendo beni in vendita le meravigliose cose citate le possiede un uomo libero quando nasce e non c’è da stupirsi se l’inconscio si è ribellato verso L’INVASORE o verso chi li proteggeva.
    Questi uomini, che ora subiranno un processo, incarnano tutti i morti in battaglia della storia che si sono battuti per la LORO Patria, cercando di liberarla. Non c’è dubbio che la miscellanea umana voluta unicamente dai dittatori, con il loro stuolo di vermiglie toghe, ha causato dei gravissimi problemi alla popolazione autoctona. Infelicità, paura, malattie e morte.
    Sordi al grido di gente che rivuole la serenità e le proprie radici hanno innescato una convivenza esplosiva che ha portato a tragico epilogo odierno. Onore, pertanto, a chi in tempi non sospetti, si è fatto avanti per salvare tutti noi!

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