Roma, Zingaretti affama gli invalidi e finanzia l’arte femminista: Ferita di Cristo diventa una vagina

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Sempre più vergognosa la vicenda dei finanziamenti alle femministe (un gruppo di invasate) vicine al Pd. Soldi sottratti ai malati gravi per essere destinati a mostre oscene:

Lazio, Zingaretti taglia sussidio a 800 disabili gravi ma regala 700mila euro all’Ong di sinistra – VIDEO

Era stato il Campidoglio, nel 2018 a revocare alle femministe la convenzione per restare nei locali di via della Lungara, da anni sede di dibattiti e iniziative dedicate all’universo femminile, ed in particolare alle donne vittime di violenza. Il motivo? Un debito pregresso di quasi 900mila euro accumulato negli anni. La cifra è più o meno la stessa stanziata qualche settimana fa, grazie ad un fondo del ministero dell’Economia, in un emendamento al decreto milleproroghe, poi giudicato inammissibile, per permettere all’associazione legata alla sinistra di restare nella storica sede nel centro della Capitale.

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Contro il provvedimento si era scagliata la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che aveva accusato il governo di voler regalare “quasi un milione di euro di soldi pubblici ad una associazione legata alla sinistra, che fa politica a sinistra e che si trova nel territorio che fa parte del Collegio Roma I della Camera”. Lo stesso dove proprio il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, correrà per il Pd nelle elezioni suppletive del prossimo primo marzo. Dopo la bocciatura dell’emendamento alla Camera, Zingaretti è sceso in campo personalmente, assicurando la disponibilità di 700mila euro l’anno.

A tanto ammonterebbe, secondo uno studio degli uffici del patrimonio del Comune di Roma, il valore delle iniziative svolte annualmente dall’associazione. Ieri il leader del Pd aveva attaccato indirettamente il Campidoglio, accusando la sindaca di aver gestito la vicenda con “sciatteria”. La replica è arrivata dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, Valentina Vivarelli, che ha chiarito come proprio in virtù dello studio preso a riferimento da Zingaretti, la Casa delle Donne ha pagato negli anni un “canone di locazione pari al 10 per cento del suo valore effettivo”.

Tradotto, “proprio in virtù delle attività e dei servizi che il consorzio garantisce ogni giorno”, finora il Campidoglio ha scelto di chiedere alle femministe 80mila euro l’anno al posto di 800mila per l’occupazione dei locali di proprietà del Comune. “Nonostante questo la Casa Internazionale delle Donne – ha ricordato Vivarelli – ha accumulato nel corso degli anni un debito di circa 900mila euro nei confronti di Roma Capitale, per l’utilizzo della sede di Trastevere”. Quindi, ha sottolineato proprio il Campidoglio, nelle casse dell’associazione sono già finiti di fatto circa 800mila euro di soldi pubblici derivanti dal maxi sconto sul canone di locazione della sede.

Ma secondo il presidente della Regione l’indennizzo non sarebbe sufficiente. Per questo, con un tempismo perfetto secondo i maligni, il presidente della Regione ha scelto di intervenire con uno stanziamento che forse, si vocifera alla Pisana, potrebbe passare sotto forma di maxi sub-emendamento al Collegato al Bilancio, attualmente in discussione in Consiglio Regionale. “Il presidente Zingaretti può finanziare quello che vuole ma ha il dovere di spiegare dove prende i soldi per farlo e perché non fa altrettanto verso tutte le associazioni che svolgono da anni sul territorio un’attività a sostegno delle donne e contro la violenza di genere”, attacca la consigliera regionale leghista Laura Corrotti.

Il punto, anche per il partito di Matteo Salvini, è che si utilizzino fondi pubblici per finanziare un’associazione vicina al Pd, che oltre ad aiutare le donne in difficoltà fa anche politica. Soltanto un mese fa Zingaretti prometteva 2,4 milioni di euro ad un’altro collettivo femminista, Lucha y Siesta, che occupa abusivamente un’immobile di proprietà dell’Atac in via Lucio Sestio, al Tuscolano, in cui si svolgono attività sociali ed hanno trovato rifugio una decina di donne. Anche in questo caso in barba alla legalità.

All’inizio del mese di febbraio la Regione aveva rilanciato proponendo l’acquisto e la conseguente assegnazione dello stabile di proprietà della municipalizzata dei trasporti capitolina. Ma è notizia di ieri che le donne ospiti dell’associazione hanno accettato in blocco di essere seguite all’interno delle strutture del Campidoglio. Un’eventuale stanziamento di fondi, quindi, nota il direttore del Tempo, Franco Bechis servirebbe a finanziare, nel caso di Lucha y Siesta, non più l’assistenza alle vittime di violenza, ma le iniziative politiche che si svolgono all’interno del centro sociale.

Tra queste, denuncia Bechis, ce n’è una che fa particolarmente discutere: uno spettacolo di Marinella Manicardi sul “tabù delle mestruazioni” che associa “la ferita sul costato” di Cristo ad una “vagina”, indignando milioni di cattolici. In futuro eventi culturali del genere potrebbero essere sponsorizzati dalla regione guidata dal leader dei Dem.

La Regione Lazio a guida Zingaretti ha deciso di retribuire l’”attività sociale” portata avanti dalle femministe di Lucha y Siesta, sebbene la Raggi abbia già trovato un’occupazione sia per le donne maltrattate che risiedono nello sia per i professionisti che le seguono. Dunque, dove vanno questi soldi sonanti, in cosa effettivamente vengono spesi? Corsi di yoga e di pilates, o di tecnica vocale, e massaggi, regolarmente pagati da chi partecipa. E poi convegni, spettacoli, mostre d’arte, il tutto con la “giusta” connotazione politica, gestiti e promossi da amiche di amiche. Lucha y Siesta, l’associazione che ha in mano la Casa delle Donne, ad esempio, ne pubblicizza uno dal titolo emblematico: “Corpi impuri, il tabù delle mestruazioni”. Tenutosi a giugno dell’anno scorso, lo spettacolo è stato scritto e recitato da Marinella Manicardi.

“Il corpo mestruato della donna come quello di Gesù” – La Manicardi, si legge sul sito di Memoria Festival, è laureata in lettere, “debutta giovanissima in teatro con Luigi Gozzi, suo compagno d’arte e di vita” e in effetti quasi tutto ciò che fa echeggia le scelte del marito. In questo la Mainardi sembra essere un personaggio da film di Sorrentino o di Virzì. Per questo spettacolo che tra gli altri è uno di quelli sovvenzionati dalla Regione Lazio, si chiede “perché le tre religioni monoteiste: cattolica, ebraica e mussulmana considerano il corpo mestruato della donna, la donna, un corpo impuro. Perché impuro? Mentre il corpo insanguinato del Cristo è sinonimo di santità e la sua ferita sul costato assomiglia straordinariamente a un sesso femminile: un caso?”. Niente da dire sulla “felice” intuizione della Manicardi, il problema è che se si pone mente al fatto che nella medesima Regione non si riesce a far fronte alle richieste economiche dei disabili perché sono pervenute troppe richieste di assistenza, si perde un po’ il senso “artistico”.




2 pensieri su “Roma, Zingaretti affama gli invalidi e finanzia l’arte femminista: Ferita di Cristo diventa una vagina”

  1. Ebrei…

    PS – gli Iraniani morti sono ufficialmente le prime due vittime non “orientali” e apparentemente non avevano mai lasciato Qom. Ci sono altre 25 persone sotto osservazione.
    Questo non è divertente.

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