Coronavirus, infetti 10 volte di più e contagio iniziato il 7 dicembre

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In sintesi: i modelli matematici calcolano l’inizio del contagio basandosi sul numero di mutazioni del virus.

Roberto Burioni rilancia sul sito Medical Facts la tesi avanzata dagli epidemiologi dell’Imperial College of London, che già avevano accusato la Cina di nascondere il contagio, dichiarando un numero di contagi da coronavirus dieci volte inferiore a quello reale.

L’ultimo documento prodotto dagli esperti inglesi traccia una possibile mappa temporale di quando il virus potrebbe essere entrato in contatto con l’uomo per la prima volta tramite un animale non ancora identificato. “Usando diversi modelli statistici – scrive Burioni su Medical Facts – i colleghi hanno concluso che la probabile data del primo contagio risalirebbe ai primi giorni di dicembre 2019. È interessante notare come queste prime conclusioni, di tipo esclusivamente matematico e basate sulle caratteristiche del patrimonio genetico virale, siano perfettamente compatibili con quanto attualmente sappiamo sull’infezione. Molto prima, cioè, di quando è stato lanciato l’allarme nella città di Wuhan”. Infine Burioni ricorda Li Wenliang, il medico che per primo aveva lanciato l’allarme “pagandone conseguenze di natura politica e soprattutto personale, avendo perso la vita a causa dell’infezione lo scorso 7 febbraio. A due mesi esatti da quando tutto era cominciato”.




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