Coronavirus, è allarme: “Rientro cinesi in Toscana è delitto contro salute pubblica”

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“Abbiamo presentato un Question Time alla Camera dei Deputati per chiedere subito notizie in merito al ritorno a Prato di circa 2000 cinesi. Vogliamo capire come il ministero della Salute pensa di muoversi e quali precauzioni ha intenzione di prendere a tutela della salute di tutta la città di Prato e non solo”, hanno comunicato in queste ore i deputati di Forza Italia Stefano Mugnai ed Erica Mazzetti, come riferito da “La Nazione”.

“Preferiamo prevenire ogni rischio e conoscere le intenzioni del Governo. La stampa locale ha annunciato che sono in corso i rientri dei cinesi andati a festeggiare il Capodanno in Cina, alcuni dei quali sono rimasti bloccati a seguito delle misure cautelative adottate dalle autorità cinesi. Il console cinese ha parlato di 2.500 persone: 2.000 su Prato, 500 su Firenze. Queste notizie hanno creato preoccupazione che non deve divenire panico, ma neanche portare alla disattenzione”, hanno concluso nella nota da loro rilasciata.

Coronavirus, Burioni: “Quarantena per i 2.500 cinesi di ritorno in Toscana o sarà contagio”

Alle parole dei due deputati fanno eco quelle di Giorgio Silli, residente a Prato e deputato di Cambiamo: “Sono molto preoccupato per la mia Prato. C’è il rischio che qualcuno debba rispondere del reato di ‘delitto colposo contro la salute pubblica’ per la mala gestione dell’emergenza sul Coronavirus. Purtroppo la confusione regna sovrana. Gli unici da cui i cittadini e i sanitari pretenderebbero chiarezza, gli esponenti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali, navigano a vista anteponendo la colpevolizzazione del centro destra. Stanno dimostrando di essere incapaci di gestire quello che sta accadendo”.

Lo stesso virologo Roberto Burioni attacca: “È assolutamente necessario che i 2.500 cinesi che rientreranno dalla Cina in Toscana rimangano per 14 giorni in quarantena”, ha dichiarato all’Agi. “La quarantena è l’unica arma di difesa che abbiamo per proteggerci dalla diffusione del Coronavirus e non possiamo non usarla. Da medico posso dire che se anche una persona di queste 2.500 uscisse di casa e risultasse poi infetta si metterebbe a rischio tutto il lavoro di contenimento fatto finora. In questo casi credo sia mille volte più importante eccedere in prudenza che lasciare tutto alla faciloneria”, ha aggiunto.




2 pensieri su “Coronavirus, è allarme: “Rientro cinesi in Toscana è delitto contro salute pubblica””

  1. In questo paese sembra che nulla abbia più un senso e i vocaboli seguono lo stesso destino: la quarantena erano appunto 40 giorni in cui si attendeva il manifestarsi del virus o la certezza che l’individuo non solo non presentava sintomi ma non era pericoloso per l’altrui incolumità. Ora i 14 giorni sappiamo benissimo che sono insufficienti ed è impensabile che una persona si chiuda in casa senza fare la spesa per un tempo tanto lungo.
    Riguardo alla condanna auspicata in caso di mancate precauzioni ricordo che la Franzoni non soltanto è uscita dopo pochissimi anni ma ha gabbato anche il principe del foro che l’aveva difesa mettendo a repentaglio anche la propria libertà. La casa della donna doveva essere messa all’asta ma per decorrenza dei termini anche in quel frangente è riuscita a farla franca e non ha pagato un centesimo. Vedete che i politici ed i loro parenti non sono considerati alla stregua di noi poveri mortali.

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