Rackete, Ammiraglio contro Cassazione: “Offesa alle Forze Armate”

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Per la Corte di Cassazione non fu illegittima la revoca degli arresti domiciliari nei confronti di Carola Rackete, la trafficante umanitaria della Sea Watch 3, che ha violato le acque italiane e speronato una nostra motovedetta.

“Il mondo va al contrario…”. A parlare era stato uno dei finanzieri vittime dell’attacco ‘umanitario’ di Rackete e soci. Avallato dai parlamentari Pd.

“Chi viola la legge diventa un’eroina e chi ha difeso la patria tra un po’ passa per delinquente”, accusava il militare.

“Questo provvedimento è davvero ingiusto ma soprattutto contiene molte inesattezze”.

Immaginate come deve sentirsi, lui e i suoi commilitoni, ora che anche la Cassazione ha approvato la delirante decisione del GIP di scarcerare una straniera che al comando di una nave illegale ha speronato una motovedetta militare italiana.

Sia chiaro: i giudici non hanno scagionato Rackete, come hanno delirato i media ieri, ma solo avallato la decisione del GIP che l’aveva scarcerata. Il tutto, in attesa dell’eventuale processo. Che è tutta un’altra storia.

Non di meno, la decisione è scandalosa. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato contro la revoca della misura perché, ha spiegato, “non vi erano i presupposti per la sua applicazione, dato che l’illecito era stato commesso come “adempimento di un dovere”, quello di salvare delle vite umane”.

Quindi, se qualcuno ritenesse che schiantarsi con un camion contro la casa di un giudice a caso sia necessario per “salvare vite umane”, commetterebbe un illecito scusabile perché come “adempimento di un dovere”? Crediamo di no. Per Rackete vale lo stesso.

E si levano voci autorevoli nelle Forze Armate contro la delirante decisione dei giudici della Cassazione. La più dura quella dell’ammiraglio di divisione – riserva Marina Militare – Nicola De Felice: “La sentenza della Corte di Cassazione di Palermo sul caso Rackete mi lascia esterrefatto per il mancato rispetto di precedenti sentenze emesse, dalla stessa Corte, per analoghi casi riferiti al mancato rispetto di navi da guerra della GDF. Le navi da guerra, precisa l’ammiraglio, sono responsabili dell’ordine pubblico nelle acque territoriali italiane, la decisione della Cassazione offende tutte le Forze Armate che quotidianamente mettono a rischio la vita dei propri uomini e donne in difesa degli interessi nazionali di un popolo, quello italiano, che si era dotato di un governo democraticamente eletto. Se uno Stato ad ordinamento giuridico democratico non riesce a tutelare i propri interessi nazionali, non è capace alla lunga di conservare la libertà dei suoi cittadini“.




3 pensieri su “Rackete, Ammiraglio contro Cassazione: “Offesa alle Forze Armate””

    1. Sarà in pensione ma all’occorrenza potrebbe riprendere il comando senza problemi!Ufficiali così sono indispensabili e determinanti nei conflitti!
      I soldati seguono sempre veri militari come lui e gli sono fedeli.

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