Salvini a Riace: “Per Rackete no a processo, per me si, ma italiani con me” – VIDEO

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“Quando andrò al Governo, bloccherò gli sbarchi di migranti e chiuderò i porti. In Calabria vogliamo i turisti che pagano, non quelli che sono pagati”, ha esordito. “Ovviamente a sinistra – ha poi aggiunto Salvini – coglievano l’occasione dei migranti non perché sono generosi, ma perché ci guadagnavano un sacco. Voi qui ne sapete qualcosa”. L’ex ministro dell’Interno è stato accolto a Riace dal sindaco Antonio Trifoli e da alcuni esponenti calabresi della Lega. Presente anche l’ex sindaco, Mimmo Lucano, che ha partecipato alla manifestazione insieme ad un gruppo di persone, tra cui alcuni migranti ed i loro figli. L’iniziativa di protesta nella parte montana di Riace, dove è concentrata la presenza di migranti e dove Salvini non andrà, visto che la visita dell’ex ministro dell’Interno si svolge nella frazione marina del paese. Lucano e gli altri partecipanti alla manifestazione hanno innalzato alcuni striscioni in cui si sottolinea l’importanza dell’esperienza del paese in materia di accoglienza ed integrazione dei migranti.

“Prima vengono gli italiani e poi viene il resto del Mondo. L’unica immigrazione su cui lavoreremo in Regione è quella dei figli dei calabresi che sono stati costretti a scappare, ma vogliono tornare in Calabria. Altre schiavitù non mi interessano”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, nel corso di un evento elettorale organizzato a Riace per le prossime elezioni regionali. “Se si vince in Calabria ed Emilia-Romagna, io dalla settimana dopo vado con la lettera di sfratto a casa di Conte, Di Maio, Renzi e Zingaretti. Vediamo di restituire la parola, non solo ai calabresi, ma a tutto il popolo italiano”, ha concluso.

“Buoni si’, ma fessi no. La Calabria è terra di accoglienza e di volontariato, ma se non ci sono case e lavoro per tutti vengono prima i calabresi e gli italiani e poi il resto del mondo”. Lo ha detto Matteo Salvini a Riace. “Per qualcuno – ha aggiunto – questo è razzismo. Per me è buonsenso da padre di famiglia ed anche legittima difesa. In Calabria c’e’ una disoccupazione giovanile del 60 per cento. Cio’ vuol dire che sei ragazzi su dieci, arrivati al diploma e alla laurea, hanno come unico destino quello di scappare”.




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