Profughi stupratori: “Non potete più difendere le vostre donne”

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Nel terzo anniversario degli stupri di massa di Colonia – quelli che, secondo i galoppini di Boldrini, non erano mai avvenuti – uno studio dello storico Jörg Baberowski, presentato in un documentario con ricerche fatte sul campo comprese ‘interviste’ con alcuni dei responsabili, rivela la verità dietro quegli attacchi di massa.

La conclusione è agghiacciante, ma non sorprendente. Almeno per chi legge Vox: gli stupri etnici di Colonia sono stati una forma di colonizzazione.

Erano organizzati, e avevano un chiaro messaggio: “Non potete difendere le vostre donne, perché siete paralizzati dall’antirazzismo”.

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Secondo lo studioso dell’università Humboldt di Berlino, i profughi islamici, vedendo la sostanziale impunità a seguito degli stupri, quando a casa loro sarebbero stati uccisi dai padri delle donne violentate, hanno interpretato il tutto come “debolezza dell’Europa” e un sostanziale via libera allo stupro di massa.

Il documentario è andato in onda sulla Western Germany Broadcaster (WDR), tv di Berlino.

Il fenomeno andato in scena a Colonia, e poi in tante città europee durante concentrazioni di massa come il Capodanno, è noto nel mondo arabo nordafricano come Tarrarush Gamea: un gruppo di maschi circonda una o più donne e inizia la molestia di massa che può sfociare in stupro completo di gruppo o ‘limitarsi’ alla violenza sessuale.




2 pensieri su “Profughi stupratori: “Non potete più difendere le vostre donne””

  1. Quando la giustizia viene negata, il sentimento di vendetta cresce in modo esponenziale.Anche i profughi hanno uno sfintere (cagano x strada…) che può essere deflorato con diversi oggetti (pali arroventati, sbarre elettrificate, serpenti velenosi ecc.).
    É sciocco prenderlo x un “via libera”, non siamo tutti uguali, anzi, gli antirazzisti meglio noti come accoglioni sono sempre meno, sempre maggiore il sentimento di rivalsa verso arroganti parassiti invasori.

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