Simpatizzante ISIS scarcerato gira libero per l’Italia

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Anche l’Italia ha il suo presunto terrorista islamico che viene scarcerato e scorrazza liberamente per il Paese.

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Non un ladro qualunque, ma un soggetto conosciuto per essere un simpatizzante dell’Isis e finito sotto la lente d’ingrandimento della Digos per il rischio di radicalizzazione islamica.

Dalla Toscana, dove ha scontato alcuni mesi in carcere, è arrivato chissà come ad Ancona, precisamente al Piano, dove giovedì pomeriggio è stato sorpreso a rubare all’interno di un supermercato.

Ci ha pensato la polizia ad arrestare il 63enne algerino.

L’immigrato, che non ha opposto resistenza, è stato portato in questura per tutti gli accertamenti del caso e qui è scattato l’alert nel momento in cui è stato identificato.

Dal database, infatti, è emerso che il 63enne non solo era clandestino, ma era anche segnalato su tutto il territorio nazionale come un possibile soggetto a rischio radicalizzazione islamica: già detenuto per un altro reato, infatti, nel gennaio 2018, nel carcere di Massa Marittima (Grosseto), minacciò una guardia penitenziaria perché voleva farsi accompagnare in biblioteca in un orario non consentito.

«Sono dell’Isis e ti ammazzo», urlò all’agente, sputando per terra e tirandogli addosso un bicchiere d’acqua. Per questo era stato condannato a 9 mesi di detenzione.

Aspettiamo che accoltelli passanti su qualche ponte, o lo mandiamo a casa sua?

Secondo il rapporto Europol 2019, «Francia, Germania e Italia hanno sventato un complotto del terrore che prevedeva l’utilizzo di armi chimiche e biologiche». Nell’ottobre dello scorso anno è stata scoperta una «rete» composta da 25 detenuti in 17 differenti carceri spagnole, che in parte si erano radicalizzati dietro le sbarre.

Il vero problema è l’enorme bacino di estremisti islamici, che potrebbero essere in grado di compiere un attentato, come il pachistano in libertà vigilata del ponte di Londra. L’antiterrorismo francese ha le schede di 10.500 sospetti jihadisti, le famose Fiche S. La stragrande maggioranza degli attentatori passati all’azione negli ultimi anni erano schedati nelle Fiche S . L’intelligence e l’antiterrorismo reputa, a seconda dei periodi, che i terroristi effettivamente pronti a colpire sul suolo francese «sono fra i 400 e 500». E gli elementi pericolosi almeno 3mila.

La Germania ha una lista di 1100 sospetti e le autorità tedesche sono riuscite a sventare una dozzina di attentati, in gran parte orditi da immigrati o jihadisti che avevano ottenuto il permesso d’asilo. L’ultimo raid, del 12 novembre, ha sgominato una cellula legata all’Isis a Francoforte, che voleva mettere in atto un piano devastante con armi da fuoco ed esplosivi. Il leader è un giovane di 24 anni, cittadino tedesco, ma originario del nord della Macedonia, la zona albanese confinante con il Kosovo.

L’Inghilterra, invece, dal 2017 avrebbe sventato una media di un attacco del terrore al mese e sarebbero 450 i sospettati sotto sorveglianza a rotazione.

Il problema è demografico. Si risolve con espulsioni di massa.




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