ASSALTO ALL’ITALIA: 900 CLANDESTINI SU 10 BARCONI, VELIERO NE SCARICA 33

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La guardia costiera tunisina ha bloccato ieri 43 clandestini di vari paesi sub-sahariani a bordo di un’imbarcazione rimasta senza carburante a 10 miglia dal porto di Houmet Essouk, nell’isola di Djerba in Tunisia. Lo ha dichiarato Rachid Bouzidi, portavoce del distretto sud della Guardia costiera di Tunisi precisando che la nave sulla quale viaggiavano aveva lasciato le coste libiche lunedì scorso per raggiungere le coste italiane. l’Italia.

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“L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) è allarmata dagli ultimi sviluppi in Libia dove, nell’arco di 48 ore, sono state scoperte almeno nove imbarcazioni che trasportano più di 600 migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale. Una decima barca è arrivata oggi a Lampedusa, in Italia” si legge in un comunicato di ieri dell’Oim che sottolinea la gravità della situazione delle partenze dalla Libia. “Questo apparente picco nelle partenze dalla Libia arriva in un momento in cui la capitale, Tripoli e le aree circostanti stanno assistendo ad alcuni dei bombardamenti più pesanti da quando il conflitto è scoppiato ad aprile”, si legge ancora nel comunicato.

A questi nove barconi ne va aggiunto un altro partito dopo il comunicato. In tutto, tra gommoni/barconi e clandestini raccattati da navi Ong, sono 800 i clandestini salpati per l’Italia:

ASSALTO ALLE COSTE ITALIANE: SALPANO 800 CLANDESTINI SU 10 GOMMONI

Un vero e proprio assalto. Che non si limita al Mediterraneo Centrale.

Una barca a vela con a bordo 33 clandestini a bordo è stata infatti intercettata dalla sezione operativa di Crotone del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia della Guardia di finanza al largo di Capo Cimiti.
Fermati due sospetti scafisti di nazionalità russa che erano a bordo.

Ad avvistare l’imbarcazione è stato l’equipaggio di un guardacoste in servizio di pattugliamento che, avvicinatosi al veliero, ha notato che il natante procedeva con i fanali di navigazione spenti per poi accenderli alla vita della Finanza. I militari hanno abbordato l’imbarcazione, battente bandiera Usa, individuando i due presunti scafisti e 31 migranti sotto coperta tra cui due donne e diversi (presunti) minori di etnia curdo-irakena e curdo-iraniana.

Il veliero è stato condotto nel porto di Crotone. Gli scafisti avrebbero caricato i clandestini a Bodrum (Turchia) navigando 6 giorni nel tentativo di raggiungere le coste italiane di notte. I migranti sono stati portati nel Centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

Questi pagano migliaia di euro a testa per venire a spacciare in Italia.

È la conferma non solo che la rotta che parte dalla Turchia è più che mai viva, ma che un’organizzazione formata da cittadini dell’ex Urss, probabilmente delle repubbliche islamiche, gestisce il flusso dal paese anatolico verso l’Italia.

L’Unione Europea paga, per un accordo stipulato al tempo del Pd al governo. tre miliardi di euro l’anno al governo di Ankara perché blocchi il flusso di clandestini, soprattutto quello via terra. L’Italia partecipa come sempre con oltre il 10 per cento del budget, quindi oltre 300 milioni di euro.

Così, noi diamo ad Erdogan 300 milioni di euro l’anno, lui blocca i clandestini verso la Germania e ci manda i velieri pieni zeppi di musulmani.

In una situazione normale, verrebbero caricati sul primo aereo verso casa loro. In una situazione ideale, le imbarcazioni cariche di giovani maschi islamici verrebbero affondate appena avvistate. Non viviamo una situazione ideale né normale.

E 44 clandestini su un gommone sono arrivati in Puglia, a Santa Maria di Leuca. Sono di nazionalità curdo-irachena, curdo-iraniana, turca e uzbeka che, una volta sulla terraferma, sono stati soccorsi dalla Croce Rossa.




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