Filosofo ebreo contro Commissione Segre: “E’ minaccia a libertà di espressione”

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La Commissione Segre è una minaccia alla libertà di opinione, Secondo Alain Finkielkraut, filosofo francese di religione ebraica: un bavaglio che impedisce ai cittadini di opporsi, anche solo a parole, all’immigrazione.

I genitori del filosofo furono deportati ad Auscwitz, come la Segre. A dimostrazione che non è da ‘nazisti’ opporsi alle idea del senatore abusivo.

“L’idea di istituire quella commissione ha provocato una legittima inquietudine. Con la scusa di lottare contro il razzismo, in Europa c’è la tendenza a stigmatizzare, se non addirittura criminalizzare, ogni cautela sull’immigrazione”.

“Un errore usare questi terribili episodi per proibire ogni critica sull’immigrazione”.

Un esempio citato da Finkielkraut è il Patto di Marrakech, un accordo sottoscritto da diversi Paesi (Italia esclusa) sul Global Compact: “Questo patto comincia con inno all’immigrazione, stabilendo una specie di canone al quale i media devono conformarsi. Posso capire che in Italia qualcuno non veda di buon occhio una commissione fatta con lo stesso spirito del Patto di Marrakech”.

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E l’antisemitismo, secondo Finkielkraut, “non è più un volto del razzismo, ma una patologia dell’antirazzismo: per difendere i musulmani, considerati i nuovi dannati della Terra, si attaccano gli ebrei. la sinistra vuole combattere l’antisemitismo ma in certi casi sta addirittura dalla parte degli odiatori, cioè degli estremisti musulmani”.

Per il filosofo ebreo francese Alain Finkielkraut, si deve difendere “il diritto dei francesi alla continuità storica” ​​e agire contro “l’islamizzazione della Francia”:

‘Continuità storica’ significa difesa dell’identità etnica.




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