Nassirya, 19 italiani mandati a morire per nulla: e i sopravvissuti abbandonati

Condividi!

A sedici anni dalla strage di Nassiriya, onore alla memoria dei nostri connazionali militari e civili caduti. Per non dimenticare.

Giacere morto è bello, quando un prode lotta
per la sua patria e cade in prima fila.

Così scriveva il grande poeta greco Tirteo. Invece, a Nassirya come in tante ‘missioni di pace’, abbiamo mandato eroi a morire per gli interessi di pochi: non per la Patria.

Sono state morti inutili. Eroiche, ma inutili. Perché la morte in battaglia è bella, quando cadi per difendere il tuo sangue, la tua casa, la tua terra: non lo è, quando il tuo sangue è versato in nome degli interessi bancari di un’oligarchia corrotta.

Cosa ci stanno a fare i nostri soldati in Afghanistan? In Libano? Riportateli a casa. E schierateli alle frontiere.

Avete visto le polemiche, ora che Trump, per la prima volta, usa i soldati americani per difendere le frontiere americane, invece di violare quelle degli altri? E’ il rantolo dell’oligarchia globale, quella che con Bush faceva guerre ovunque, mentre importava guerre in casa: quello che abbiamo fatto noi, mandavamo i soldati in Afghanistan, mentre importavamo afghani in Italia.

E’ triste, doverlo dire alle famiglie di questi diciannove eroi: ma sono morti per nulla.

E poi:

Via la pensione al soldato amputato a Nassirya, non la paghetta ai profughi

Meno parole, Mattarella, e più fatti.




Lascia un commento