Governo confessa: “Dobbiamo tassare il contante che gli italiani nascondono in casa” – VIDEO

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Il documento programmatico porta la pressione fiscale al 42%, con più tasse e patrimoniali per 5,4 miliardi. Ma, soprattutto, è a caccia dei vostri contanti.

Quello che l’Euro ha sottratto all’Italia è, anche, la liquidità necessaria a fare funzionare l’economia. Ora, i geni al governo vogliono tassare il contante, riducendola ancora.

Loro, i parassiti dello Stato, tutto quell’apparato che gira intorno al leviatano, credono che il vostro denaro appartenga a loro:

No, gli svedesi non sono fortunati, sono scemi.

La parola d’ordine di PD-M5s è ‘tassare i contanti’:

E cosa vogliono farci con questi soldi rubati agli italiani? Ma ovvio:

Piano del governo: più soldi per accoglienza immigrati – VIDEO

Ma più della questione monetaria, dobbiamo temere il vero tentativo che si cela dietro questi provvedimenti: l’abolizione progressiva del contante.

Pensate cosa potrebbe accadere se abolissero il contante: chiunque sarebbe in balìa dello Stato, del sistema bancario e di BigTech.

Il contante è tuo e non è ‘discriminabile’. Nessuno può impedirti di utilizzarlo e di averlo perché magari hai idee che non piacciono a chi controlla il sistema bancario e finanziario.

L’unica forma di moneta simile, anche se è elettronica, è la criptomoneta non privata come il Bitcoin.

Il Sistema di potere ha come obiettivo finale dichiarato quello dell’abolizione del contante. Che renderebbe il cittadino suddito. Più di quanto lo sia già adesso.

L’utilizzo della moneta elettronica ha i suoi vantaggi, ma ha l’enorme difetto, quando è “obbligatoria e totale”, di rendere il cittadino “schiavo del Sistema”.
Una volta che il contante venisse eliminato, infatti, scomparirebbe l’ultima linea di difesa che un individuo ha davanti allo strapotere del Sistema. Sarebbe impossibile ritirare il denaro dalle Banche, visto che il denaro non esisterebbe più, come entità fisica. E non si potrebbe conservare se non nel sistema finanziario: quindi sempre sotto tiro dello Stato. E delle banche.

La sua circolazione dipenderebbe infatto totalmente dal sistema bancario e finanziario, quindi, sarebbe soggetta a commissioni sempre crescenti.

Si potrebbe almeno pensare a “moneta elettronica” caricata su carte o cellulari che non fosse soggetta a commissioni bancarie. Ma questo non eliminerebbe il problema di fondo, quello della indisponibilità di questo denaro: i conti potrebbero essere bloccati dal Sistema. Lo Stato potrebbe decidere da un giorno all’altro di prelevare forzosamente senza più l’inghippo della corsa agli sportelli, che non esisterebbero più come fornitori di denaro fisico.

A quel punto, con l’abolizione del contante, l’unica difesa sarebbero le criptomonete sullo stile del Bitcoin, che però è un meccanismo ancora troppo speculativo e limitato ad un piccola fascia di popolazione.

Nonché quello della “tracciabilità”, ovvero del controllo totale: il Sistema potrebbe tracciare qualsiasi nostro movimento e inserire i nostri “gusti” e i luoghi che frequentiamo, in un’enorme banca dati il cui non utilizzo criminale, una volta creata, non potrebbe essere garantito da nessuno.

Il Sistema eurofanatico, rappresentato in Italia dal loro maggiordomo, Padoan, supportato da pennivendoli d’apparato, strumentalizzando il concetto di “evasione fiscale” vuole imporci un altro passo verso l’oppressione. Verso la rinuncia della libertà, in nome della lotta all’evasione.

Rinunciare al contante perché è “bene per l’economia”. E “se è bene per l’economia, chi sono io per oppormi a ciò che è bene per l’economia? L’economia non esiste per me, io esisto per l’economia”.

Siamo in presenza di una minaccia alla libertà senza precedenti. Il contante è una delle poche difese del cittadino rispetto all’arroganza dello Stato e delle multinazionali: non possono ‘cancellarti’ il contante, non possono impedirti di spenderlo. Possono invece bloccarti una carta, magari per motivi politici. Il contante è tangibile (l’oro ancora di più), i numeri in un conto elettronico no.

Per questo, se davvero volessero insistere su questo scempio di libertà il popolo deve ribellarsi. Anche in modo violento.

C’è un limite oltre il quale l’aggressione dello Stato al cittadino deve trovare una resistenza violenta. La legge naturale precede quella dei parlamenti, tanto più quella di un parlamento abusivo di puttane politiche come il nostro: e il diritto a possedere il frutto del proprio lavoro è un diritto naturale.

L’idea di tassare il contante è folle. Sia tassandolo all’utilizzo, sia nel caso volessero tassare i prelievi.

E poi dobbiamo rovesciare la vulgata mediatica: pagare le tasse è una concessione che il cittadino fa allo Stato, non il contrario. Siamo costretti a mantenere una pletora di parassiti, una burocrazia sconfinata che lavora contro i nostri diritti, sia a Roma che a Bruxelles.

Noi vogliamo lo Stato minimo. Non governi da cento ministri e sottosegretari che danno lavoro a deficienti che, altrimenti, venderebbero bibite davanti ai cessi degli stadi. E non vogliamo essere perseguitati da orde di burocrati da noi stipendiati: commissari Ue, autority e pletore di giudici.

Se mettono mano al contante, il cittadino deve mettere mano alla *******. Non c’è alternativa.

La questione di fondo è che sembra sia diritto divino dello Stato tassare i cittadini, come se lo Stato fosse una divinità che riceve il proprio mandato da qualcosa di astratto.

Dobbiamo uscire da questo paradigma perverso. E’ vero il contrario, è il popolo che concede allo Stato la facoltà di tassarlo in cambio di un certo numero di servizi.

Parassiti come Di Maio, incapaci di creare ricchezza, puntano a parassitare la ricchezza prodotta da altri. Lo Stato, o meglio li suo apparato di parassiti, utilizza poi la ricchezza sottratta ai cittadini per le proprie clientele. Non viviamo in una democrazia, ma in una parassitocrazia.




5 pensieri su “Governo confessa: “Dobbiamo tassare il contante che gli italiani nascondono in casa” – VIDEO”

  1. Senza troppi giri di parole, in modo che ogni pidiota gretino catto-comunista euroinomane possa far tesoro di queste parole, se qualcuno gliele leggerá, TASSATE STO’CA’ZZO. e prendetevi pure 35 anni di interessi.

  2. Diffidare dai Bitcoin: sono uno schema piramidale “finito” di cui manca all’appello circa un 20% che non si sa dove sia. Inoltre minare un satoshi ha un costo sempre più elevato a fronte di un controvalore sempre più basso. Senza nemmeno entrare nei dettagli di che cosa contenga veramente la blockchain.

    1. Prima di rispondere alla domanda “tu cosa suggerisci?” aggiungo che il giorno che mancherà la corrente i bitcoin ce li mettiamo nel naso.

      Il mio suggerimento è “oro”. Classico e romantico. Non passa mai di moda. Tutti lo vogliono. A questo proposito vi consiglio una piccola ricerca sul fantomatico “dinaro d’oro” di Gheddafi buon’anima. Interessante come gli abbiano fatto saltare le chiappe appena ne ha parlato con un minimo di cognizione. Cohencidenza, io credo.

      1. Una interessante considerazione economica può essere fatta rispetto al nostro vecchio, amato, bellissimo “cento lire”: il valore intrinseco della moneta era molto simile al valore effettivo perchè fra materiale e costi di conio in effetti erano davvero circa cento lire (al netto dell’inflazione ovviamente, ma qui il discorso si fa complicato quasi come l’attrazione gravitazionale di Giove che influenza i viaggi in orbita alta terrestre). Inoltre erano garantite da una quantità di oro equivalente depositata alla Banca d’Italia.
        Gli Euro, per il “popolo”, fanno schifo come concetto e come applicazione.

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