Profugo uccide ragazzina di 15 anni: trovato morto in carcere

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Un immigrato afgano, condannato dopo avere ucciso una coetanea tedesca di 15 anni, è stato trovato morto nella cella di un carcere minorile a Schifferstadt, in Germania.

PROFUGO AFGHANO SGOZZA RAGAZZINA DI 15 ANNI

Abdul D., le norme tedesche sulla privacy proteggono i criminali ma non le vittime, stava scontando una pena detentiva di 8 anni dal settembre 2018

Il richiedente asilo era arrivato in Germania nell’aprile 2016. La sua richiesta di asilo era stata respinta nel febbraio 2017, ma non era stato espulso.

Il caso, ampiamente coperto dai media tedeschi, portò a mesi di proteste a Kandel:

Ragazzina sgozzata da profugo, marcia di protesta in Germania – VIDEO

E’ bello pensare che lo abbiano ucciso. La vicenda portò al licenziamento del capo dei servizi segreti:

Merkel nomina un turco a capo dei servizi segreti tedeschi




5 pensieri su “Profugo uccide ragazzina di 15 anni: trovato morto in carcere”

  1. Colgo l’occasione per reiterare la mia teoria su Cucchi: spacciava ad una ragazzina minore in cambio di “non so cosa”, peccato per lui che la minore fosse figlia di qualcuno che ha potuto mettergli le mani addosso. E tutti gli altri padri di famiglia, onorevolmente, hanno taciuto.

    1. Potrebbe essere, ma il carabiniere chiacchierino poteva continuare ad essere omertoso. A che pro cantarsela? Anzi, visto come vanno i processi dovrebbero farli fuori loro gli stranieri in modo che nell’aula di tribunale nemmeno ci arrivino. Non capisco, per esempio, come abbiano fatto a sparare ad un punto NON vitale dopo che il negro aveva fatto fuori 2 dei nostri poliziotti. Sparare alla testa, era il minimo dovuto ai giovani colleghi.

      1. uccidere gli stragisti è il metodo per evitare che vengano a galla gli eventuali mandanti. Mi riferisco ad eventuali condizionamenti mentali eseguiti con tecniche MKUltra. Non è possibile che da un certo momento della nostra storia ci siano tanti killer psicopatici in giro: credo che per almeno l’80-90% dei casi si tratti di soggetti riprogrammati, a cominciare da tutti i casi statunitensi, dall’omicidio JFK in poi.
        Non a caso, la notizia della strage comprende la contestuale uccisione dell’esecutore. Tutte le volte che sono emerse notizie sul soggetto si è sempre scoperto che nel periodo precedente le sue azioni nessuno l’ha visto per almeno tre settimane (il tempo minimo per portare a termine un programma di riprogrammazione mentale) esattamente come, guarda caso, Harvey Lee Oswald…

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