Gli arrivi di clandestini in Friuli Venezia Giulia continuano a crescere. Soprattutto da quando c’è un nuovo governo.

Lo attestano i numeri resi noti nell’audizione dei quattro Prefetti del Friuli Venezia Giulia in Consiglio regionale.
Al 15 settembre erano 5526 gli ingressi accertati dall’inizio dell’anno, tra rintracci e presentazioni spontanee in Questura. Gli sbarchi nel sud Italia sono stati di poco superiori (7mila).
Ormai penetrano tra i 150 e i 300 clandestini a settimana, perlopiù pachistani. Quasi tutti chiedono asilo e visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, da quando Salvini ha abrogato la famigerata ‘protezione umanitaria’, la richiesta viene respinta, loro fanno ricorso e rimangono nel sistema dell’accoglienza.
Prima di Salvini, che ha messo in atto una stretta anche sui ricorsi, in media rimanevano mantenuti per altri due anni, in attesa della decisione del Tribunale.
Il prefetto di Trieste Valenti ha definito le pattuglie miste tra Italia e Slovenia un’attività “non di grande successo”. Sono infatti solo quaranta i migranti rintracciati in Slovenia, meno di quelli che le pattuglie miste hanno fermato al di qua del confine.
Il motivo è questo:
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Ridotti anche i numeri delle riammissioni in Slovenia, poco più di 100 dal primo gennaio, in forte calo. Non funzionano i rimpatri volontari: meno di 10 per ogni provincia. Altro problema è la la lentezza delle procedure di trasferimento all’estero dei 700 dublinanti presenti.
E sono migliaia i clandestini islamici che stanno marciando verso l’Italia lungo la via dei Balcani, quella che in questi anni ha portato in Europa milioni di immigrati.
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Con la chiusura della frontiera ungherese dopo il grande muro di Orban, ora la nuova rotta scorre più a ovest, pericolosamente più a ovest, con la Bosnia-Erzegovina come crocevia. E poi la Croazia. La Slovenia.
E dopo aver attraversato la Croazia e la Slovenia, Trieste è a un passo. Trieste è dove vogliono passare per dilagare nella pianura padana, come gli Unni di Attila:
In particolare, è la Bosnia-Erzegovina che si trova ad affrontare una situazione di vera emergenza.
Le stime sulle attuali presenze, che includono solo chi è stato registrato, stimano un piccolo esercito di oltre diecimila clandestini che premono verso la Croazia. E poi Trieste.
Anche perché non ci sono controlli:
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E statene certi, ora che non c’è più Salvini, si riverseranno come cavallette verso l’Italia del Pd. Che è già pronto a riaprire la mangiatoia.

Sarebbe il momento che l’Italia accetti il suo fallimento nella amministrazione civile provvisoria nel TLT . e che ci ritorni i giocattoli che si è preso nei 65 anni di colonialismo in Trieste . Poi ci penseremo noi a indicare la retta via a questi immigranti senza autorizzazione e documentazione. Ma finchè Avremo Carabinieri , polizia , guardia di finanza e tutti quelli che operano per l’amministrazione Italiana a intralciare la nostra vita, noi non potremmo che combattere con gli immigrati e con la mafia e massoneria Italiana ,che è peggio degli immigrati .
Una volta c’erano i poveri, quelli he avevano fame e volevano un pezzo di pane. Oggi, i cosiddetti poveri di oggi, più che fame hanno appetito, soprattutto a ora di pranzo e cena, non vogliono carne di maiale ma solo il manzo, possibilmente macellato senza sangue. Meglio farlo capire ai bambini italiani che credono, e fanno credere loro, ancora, che questi sono poveri e affamati