Trenta ministro della Difesa che non difende i confini: via i cacasotto dal governo

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«Ho deciso di non firmare il nuovo decreto del ministro degli Interni volto a negare l’ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali della nave dell’Ong Open Arms a seguito della sospensiva disposta dal Tar del Lazio sul precedente analogo provvedimento».

Così in una nota il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. «Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare – rileva il ministro – che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l’umanità. Per questo non ho firmato».

«Non si può infatti ritenere – sottolinea ancora Trenta -che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria (sussistenza di fumus boni iuris e periculum in mora), che anzi si sono verosimilmente aggravati». In tale contesto, sottolinea il ministro, «la mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali, fermo restando, in ogni caso, che in adesione al dictum iuris sarebbe stato eventualmente necessario inserire nel dispositivo del provvedimento un’esplicita disponibilità all’assistenza delle persone maggiormente bisognevoli».

Stendiamo un velo pietoso sui ‘bambini’. E quattro veli pietosi sulla faccia da culo dell’ex ministro della Difesa Trenta, che si conferma inadeguata. Non solo come ministro, non solo come responsabile della difesa delle frontiere, ma anche come italiana.

E’ una traditrice. Una che si nasconde dietro un bizzarro concetto di ‘umanità’, come se gli italiani non avessero diritto a vivere senza essere sgozzati per strada. Che confessa, in una nota, di non avere firmato per paura di provvedimenti giudiziari.

Ha ragione Salvini: non è tempo di ministri cacasotto. Il M5s si rivela un bluff. Un partito che è pronto a dare il culo al miglior offerente pur di stare al governo. Pronto a riaprire i porti pur di stare al governo. E con ministri cacasotto che non difendono gli italiani.

La Trenta ha giurato di difendere la Patria. Non l’ha fatto. Ha tradito.

Ora però sta a Salvini dettare una soluzione: non possiamo permettere che questi depravati stiano al governo con il Pd. L’Italia non se lo può permettere.

Se non ci danno le elezioni. Se impediscono al popolo di scegliersi il governo che vogliono. Allora chi rappresenta la maggioranza degli italiani agisca, convochi la piazza, faccia dimettere in massa i parlamentari, impedendo il funzionamento del Parlamento senza numero legale. Vediamo, poi, cosa succede.

Non è tempo di timidezze. E’ il tempo della rivolta sovranista. Salvini si metta alla guida.

Ps. Dal punto di vista prettamente sovranista, la decisione della Trenta è manna. Vale almeno altri 5 punti percentuali per Salvini. E’ incredibile che Pd e M5s pensino di andare al governo con Salvini all’opposizione. Ne uscirebbero distrutti. Annientati. Il problema è che sarebbe così anche per l’Italia.




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