Trenta e Toninelli: i 2 grillini cacasotto che non hanno firmato il divieto di sbarco

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Sono due i ministri cacasotto grillini. Non solo Trenta, anche Tony Nelli non ha firmato il divieto di sbarco. E come la collega di toilette, accampa scuse ridicole:

“Avevo già firmato il decreto di Salvini che vietava l’ingresso della Open Arms nelle acque italiane. Avevo firmato anche stavolta, per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia. Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico esporrebbe la parte seria del Governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo. Salvini che cerca solo il consenso facile, noi agiamo con senso di Stato concretezza”.Così il ministro delle infrastrutture Toninelli in un post su Fb. – “Questo non significa che dobbiamo accogliere tutti i migranti della Open Arms. La mia, la nostra, linea non cambia: mettiamo in sicurezza la nave come ci chiedono i giudici; poi l’Europa, e in primis la Spagna la cui bandiera sventola sulla Open Arms, inizino ad assumersi le proprie responsabilità facendosi carico di accogliere 116 migranti a bordo della nave”, si legge nel post.

Se Salvini non avesse vietato lo sbarco, cosa che è nei suoi poteri e non vostri, voi li avreste fatti già sbarcare. Altro che “Spagna”. Avete tradito. Ed esposto l’Italia ad un’ondata di navi Ong pronte a riprendere il traffico. Siete degli irresponsabili cacasotto.

Uno come Tony Nelli che definisce un partito di comici la “parte seria del governo”, è come Renzi che parla di’responsabilità’ quando non vuole votare per terrore di perdere l’unica poltrona che gli è rimasta.

Succubi degli stranieri. Succubi dei governi Ue. Succubi delle toghe rosse. Non siete seri, siete automi telecomandati da Casaleggio Spa.




2 pensieri su “Trenta e Toninelli: i 2 grillini cacasotto che non hanno firmato il divieto di sbarco”

  1. A proposito…
    Il ponte Morandi, tristemente famoso per il crollo, era già in pessime condizioni e tutti lo sapevano, ma nessuno ha mosso un dito, dopo il crollo si sono scagliati su Autostrade ritenendoli unici responsabili dell’accaduto ma in realtà, a mio modesto avviso, chi doveva vigilare sulla città e tutte le sue pertinenze non era certo la società dei Benetton.
    Comunque ora viene il bello…
    Gli appartamenti che stavano ai piedi del pilone ad ovest (via Fillak) di circa 100mq valevano 50.000 euro, valore di mercato, ma con la crisi nemmeno a quel prezzo riuscivano a venderli. Ebbene questo stesso appartamento, dopo il crollo, lo hanno risarcito 200.000 euro. Si, 4 volte tanto di quanto valevano veramente. Se uno aveva un appartamento un po’ più grandino, e vi assicuro che c’erano, diciamo 200mq ha preso la bellezza di 400.000 che in altre città sono niente, ma qua valgono meno e con quei soldi ti compri un bellissimo appartamento nella zona più chic di Genova. Questa stranezza, queste ipervalutazioni chiamiamole, si sono verificate prettamente nella zona ovest perché dalla parte opposta, zona Campasso, stanno morendo asfissiati dalla nube di polveri contenenti amianto ma a soli 100 metri dal cantiere percepiranno la favolosa cifra di 4.000 euro, il cancro è compreso si intende.
    Ora io come già accennato su fb se fossi un magistrato vorrei vederci chiaro e farei un giretto al catasto per vedere se prima del crollo mani forti e cervelli fini avessero acquistato a piene mani i cespiti in questione. In questo modo si verrebbe a scoprire (se venisse accertato quanto sopra)
    1 che qualcuno sapeva che il ponte sarebbe crollato.
    2 che ci hanno pure speculato.
    Sarebbe grave, ma a prescindere, il fatto che li abbiano risarciti 4 volte tanto il valore puzza ASSAI!

  2. Dopo aver scritto un post simile a questo, su fb, nella pagina di Toninelli anche se apparentemente non vi era niente di sconveniente (no parolacce, no contenuti razzisti) sono stata bannata.

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