Strage discoteca Corinaldo: presa gang multietnica (nordafricani) dello spray per omicidio

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AGGIORNAMENTO: Badr Amouiyah, 19 anni nato a Modena e residente a San Prospero, Moez Akari, 22 anni nato a Tunisi e residente a Castelnuovo Rangone, Andrea Cavallari, 20 anni, nato a Modena e residente a Bomporto, Ugo Di Puorto, 19 anni, nato ad Aversa e residente a San Prospero, Sohuibab Haddada, 21 anni, nato in Marocco e residente a Bomporto, Raffaele Mormone, 19 anni, nato a Modena e residente a San Cesario sul Panaro

Quindi abbiamo, su sei nomi noti, la metà immigrati. E’ la società multietnica.

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L’Ansa dà notizia degli arresti di una gang per la strage nella discoteca di Corinaldo:

Sette arresti dei carabinieri di Ancona nell’inchiesta sulla strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) in cui, tra il 7 e l’8 dicembre scorsi, morirono cinque giovani e una madre 39enne.

In carcere sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nel Modenese, che erano alla Lanterna Azzurra quella sera, accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni: farebbero parte di una banda dedita alle rapine in discoteca spruzzando spray al peperoncino. Arrestato anche un ricettatore solo per associazione.

I sei ragazzi arrestati sarebbero responsabili di molteplici furti e “agivano con stabilità”. Erano in contatto con il ricettatore, arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto. Il ricettatore, è stato precisato, veniva contattato anche prima del furto.

“Grazie ai carabinieri e agli inquirenti: avevamo promesso indagini serie e rigorose per prendere i responsabili di quella tragedia e ora c’è un segnale importante. Nessun arresto restituirà le vittime ai propri cari, purtroppo, ma è nostro dovere individuare i colpevoli e punirli come meritano. Speriamo che la Giustizia preveda galera certa per tutti, senza sconti o attenuanti”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La strage di Corinaldo non è l’unico episodio in cui bande di giovani hanno utilizzato spray al peperoncino provocando caos e tragedie. Il 3 giugno 2017 a Torino, in piazza San Carlo, durante la proiezione sul maxi schermo della finalissima di Champions tra la Juventus e il Real Madrid, i componenti di un altro gruppo di giovanissimi – anche in questo caso definito ‘banda dello spray’ – sparsero del liquido tra la folla provocando caos e un fuggifuggi disperato di migliaia di persone. Nella calca, rimasero ferite oltre 1.500 persone e due morirono in seguito.

Per scoprire l’identità reale di delinquenti e assassini, che tutti supponiamo, dobbiamo andare alla cronaca locale, ancora libera dai condizionamenti della Carta di Roma e di AgCom:

GLI ARRESTATI – I sei sono tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, e sei di loro anche di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo. Nella notte sono finiti in manette B.A.19enne nato a Modena e residente a San Prospero, M.A. 22enne nato a Tunisi e residente a Castelnuovo Rangone, A.C. 20enne nato a Modena e residente a Bomporto, U.D.P. 19enne nato ad Aversa e residente a San Prospero, S.H. 21enne nato in Marocco e residente a Bomporto, R.M. 19enne, nato a Modena e residente a San Cesario sul Panaro.

Quindi, due sono sicuramente immigrati. Del altri, ormai la nascita in Italia non è più garanzia di italianità, mentre scriviamo sappiamo che almeno 1 è italiano, quello nato ad Aversa.

Come del resto erano quelli della strage di Piazza San Carlo a Torino.




4 pensieri su “Strage discoteca Corinaldo: presa gang multietnica (nordafricani) dello spray per omicidio”

  1. Per fermare l’ondata di notizie che vedeva gli stranieri responsabili di crimini efferati, facevano il giro del web velocemente, si sono inventati questa legge che difende la paternità delle notizie, le quali non possono essere divulgate da altri. Questa legge europea non so se è già stata varata, ma la proposta è molto recente.
    Mi spiego meglio: chiunque legga una notizia non può divulgarla perché è di proprietà della radio, della tv, del giornale che l’ha pubblicata. Quando ancora stavo su fb avevo attaccato pesantemente Salvini in quanto non aveva partecipato al convegno di Bruxelles per contrastarla.

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