Lo spacciatore ha 3 figli, toga rossa vieta espulsione

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Le toghe rosse fanno a gara di sentenze deliranti. Nel 2017 la questura aveva respinto l’istanza di rinnovo del titolo di soggiorno perché l’immigrato aveva avuto diverse condanne per reati relativi agli stupefacenti.

Ma i giudici amministrativi del Tar lo hanno ritenuto idoneo a restare nell’interesse ‘fondamentale’ dell’unità familiare. E’ la solita Costituzione utilizzata come un martello contro gli italiani e a giorni alterni: l’unità familiare non conta quando si possono togliere bimbi ai genitori per darli ai gay, oppure strapparli a pagamento dall’utero delle mamme. Conta per tenere dei fottuti spacciatori in Italia.

Perché non “mantengono l’unità familiare” andandosene tutti a casa?

In pratica, con questa sentenza delirante, il Tar dice che per delinquere liberamente in Italia basta ingravidare una donna residente in Italia. Al prossimo reato del delinquente, il magistrato del Tar dovrebbe scontare la pena con lui: nella stessa cella.

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La questura gli aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno sostenendo che le sue condanne per reati relativi agli stupefacenti denotavano ‘pericolosità sociale e carenza di valori morali’. Oggi, lunedì 15 luglio, a distanza di quasi due anni, il Tar ha annullato il diniego riabilitando in questo modo un cittadino marocchino. Contro il ‘no’, l’uomo, assistito dall’avvocato Paolo Cassigoli, aveva presentato ricorso e i giudici amministrativi lo hanno ritenuto fondato e hanno condannato la questura al pagamento di 2mila euro di spese di giudizio. E mentre la questura non solo sottolineava la pericolosità e la dubbia morale dell’uomo ma anche che i reati erano stati commessi “nonostante la presenza di tre figli minori” che non avrebbero avuto conseguenze dall’allontanamento del padre per il quale anzi si poteva anche “mettere in discussione la potestà genitoriale”, il Tar ha espresso un giudizio diverso. “Pur in presenza di reati ostativi al rilascio del permesso di soggiorno – hanno detto i giudici – l’effetto preclusivo non è automatico, essendo necessario valutare la complessiva condotta dello straniero, il suo inserimento sociale e soprattutto il fondamentale interesse dell’unità familiare. Nella specie si è in presenza di straniero che ha tre figli minori e che negli ultimi tempi – si legge nella sentenza – pare aver compiuto passi significativi di ravvedimento e inserimento sociale che meritavano di essere esaminati e valorizzati dalla questura”. Il Tar ha anche aggiunto che il marocchino ‘risulta essere stato affidato ai servizi sociali con esito positivo ed estinzione di pena e il magistrato di sorveglianza di Firenze ha dichiarato che l’esistenza di validi riferimenti familiari e abitativi portano a ritenere l’interessato attualmente ben inserito nella collettività e ormai slegato di dinamiche e stili di vita devianti”. Ancora il Tar: “Di tutto ciò non risulta che la questura abbia tenuto adeguata considerazione”.




4 pensieri su “Lo spacciatore ha 3 figli, toga rossa vieta espulsione”

    1. A gran malincuore devo dire che questo una volta splendido Paese oggi è diventato un gran Paese di merda Governato Giuridicamente da vigliacchi bastardi traditori della Patria i quali dovrebbero pagare tutte le loro misfatte con la vita. Questa merda di cosidetti Giudici sono il male della Societa Italiana, un male da estirpare al più presto sperando di essere ancora in tempo per poter ritornare ad essere un Paese rispettato e serio, o forse sarebbe più opportuno dire: per collegare questo nostro Paese tra i Paese rispettati e serii. Giovanni Vitale

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