Pacchia finita: 56 mila finti profughi cacciati dagli hotel

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Mercoledì 10 giugno Matteo Salvini è approdato in Sicilia. Si è recato prima a Caltagirone per inaugurare la nuova sede del Commissariato di Polizia, ricavato da una struttura che il Pd aveva destinato ai cosiddetti ‘richiedenti asilo’, e ha poi raggiunto il Cara di Mineo.

Lì, di fronte al Residence degli Aranci ormai svuotato, dove un paio di anni prima aveva promesso la chiusura, ha detto: “Promessa mantenuta”.

Il 30 agosto 2015 nel corso di una rapina una coppia, Giuseppe e Mercedes, veniva uccisa in casa a Palagonia: da un profugo del Cara di Mineo. A loro Salvini ha dedicato la chiusura. L’assassino era Mamadou Kamara, un 18enne ivoriano.

Fatti di sangue come questi sono frequenti dove ci sono centri profughi.

La notte dell′1 gennaio 2018 dentro la struttura viene sgozzata la 26enne nigeriana Miracle Francis. Autore del delitto, è il marito 30enne che non è ospite della struttura.

Oora il macello è chiuso. Insieme ad altri 2mila centri accoglienza: in solo un anno, 56mila finti profughi sono stati espulsi dal sistema italiano dell’accoglienza.

Dal 30 giugno 2018 al 30 giugno 2019, infatti, secondo il Ministero dell’Interno le persone accolte sono passate da 165.080 a 108.924: un crollo del 34%.

I bandi prefettizi nel frattempo stanno andando deserti, il taglio a 18 euro della diaria giornaliera ha mostrato il vero volto dell’accoglienza: business. Lucroso business.




Un pensiero su “Pacchia finita: 56 mila finti profughi cacciati dagli hotel”

  1. Molto bene, senonché espulsione non significa rimpatrio. Le risorse boldriniane devono essere fisicamente fuori dal l’Italia ma dobbiamo proteggerci affinché non ritornino con altre ong con nuove identità. Peggio ancora grazie ai cosìddetti corridoi umanitari voluti dal signor Conte che di fatto, fanno rientrare dalla finestra ciò che era stato buttato fuori dalla porta, ovvero la richiesta di asilo per motivi umanitari. Prodi docet

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