Immigrati danno fuoco al centro: «Il cibo non è buono e pochi cellulari»

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Rivolta con fuga al centro permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria, a sud di Roma, nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino. A rendere noto l’episodio, accaduto venerdì sera, è stato il Sap.

Almeno 13 dei clandestini ospiti del centro di identificazione ed espulsione hanno dato fuoco ai materassi e sfondato le porte, riuscendo poi a scavalcare il muro di cinta e scappare: in fuga dal centro anche un algerino nella lista dei 478 soggetti da sottoporre a vigilanza per rischio terrorismo islamico.

Lo diciamo ancora: la gestione di questi centri deve passare in mano dei militari, con l’ordine di sparare a vista. Ancora meglio: vanno delocalizzati in Africa in cambio di sovvenzioni ad un governo alleato. Israele lo fa in Uganda. Dopo un paio di voli smetterebbero di venire in Italia, sapendo che si finisce subito in Africa.

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«Il cibo non è buono e abbiamo pochi cellulari a disposizione», così è iniziata la rivolta.

Dare fuoco ai centri è un’abitudine per gli immigrati, come dimostra la foto in alto, Lampedusa. Anche al tempo la presenza di uno che poi avrebbe fatto ‘storia’: il richiedente asilo Amrs, quello di Berlino.