SeaWatch, capitana ha mentito: a bordo stavano tutti bene

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Carola Rackete ha mentito. Nel tentativo di giustificare la manovra assassina che ha portato l’imbarcazione dell’ong tedesca a speronare una motovedetta della Guardia di Finanza, la capitana ha invocato lo “stato di necessità” per i quarantun immigrati clandestini che si trovavano a bordo.

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Ma il Viminale assicura che nessuno dei clandestini stava male. L’unico presunto ‘malato’ era stato evacuato il giorno prima. In caso di malati, avrebbe potuto richiedere un’altra evacuazione: quindi la sua difesa non regge.

“Entrare nel porto di Lampedusa anche senza le autorizzazioni è stata una decisione dell’equipaggio della Sea Watch e non solo della capitana”, ha detto l’avvocato dell’ong tedesca, Leonardo Marino. “Siamo orgogliosi del nostro capitano, ha agito nel modo giusto. Ha insistito sulla legge del mare e ha portato la gente al sicuro”, ha fatto eco il ceo della Sea Watch, Johannes Bayer.

Concordato anche con i parlamentari del PD, a quanto pare:

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“Nessuno dei 41 immigrati scesi dalla Sea Watch presenta malattie o problemi particolari come scabbia o disidratazione”, fanno sapere fonti del Viminale assicurando, tra le altre cose, che tutte le persone che si trovavano a bordo “sono stati rifocillati” e “hanno passato una notte serena”. Questi stanno meglio di noi.




4 pensieri su “SeaWatch, capitana ha mentito: a bordo stavano tutti bene”

  1. “Entrare nel porto di Lampedusa anche senza le autorizzazioni è stata una decisione dell’equipaggio della Sea Watch e non solo della capitana” — quindi, sono stati “arrestati” pure loro? Se no, perchè?

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