E così, Appendino e Chiapparino hanno cacciato i ‘fascisti’ ma invitato gli estremisti islamici di Sharjah e dato loro la zone più in vista del Salone: non è incostituzionale costringere le donne al burqa? Giustiziare i blasfemi?

Non sorprende. Chi censura i libri non può che censurare anche i volti delle donne.
Se queste è cultura…
@AltaforteED censurata dal #SalonedelLibro, mentre lo stand dell’editore #Sharja degli Emirati Arabi (noti per la diffusione del “diritti” umani e civili) collocato grandiosamente all’ingresso.
Benvenuti in #Eurabia! pic.twitter.com/Pq7NJWlnoT— Francesca Totolo (@francescatotolo) May 12, 2019
Ne avevamo già parlato:
“Il vero scandalo del Salone non è il libro-intervista di Chiara Giannini al ministro Salvini, edito da Altaforte Edizioni, ma la presenza degli Emirati Arabi”, attacca Sgarbi, denunciando come gli organizzatori abbiano garantito al Paese dell’estremismo islamico “uno stand generosamente collocato all’ingresso” del Lingotto. Lì, ha ricordato il critico d’arte, “vige ancora la pena di morte” e “avvengono gravi violazioni dei diritti umani”. “Gli antifascisti della domenica su questo non hanno nulla da dire?”.
Non ci sorprende, vista che la Appendino vuole una città muslim-friendly e ha presenziato all’inaugurazione del Ramadan e visitato lo stand islamico:

Ps. Sappiamo che quella roba loro la chiamano ‘niqab’, ma visto che sono praticamente identici, e le persone normali conoscono il burqa e non il niqab, abbiamo titolato così.

Pezzi di merda!