Ius soli, rischio ritorno 138 foreign fighters partiti dall’Italia

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A proposito di ius soli, nel giorno in cui i curdi annunciano che il Califfato dell’Isis in Siria è finito, dal punto di vista territoriale, e in cui il PD torna a chiedere al cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia, preoccupa la questione dei cosiddetti foreign fighters, cioè i figli di immigrati nati o cresciuti in Italia che si sono arruolati nello Stato Islamico.

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Non tutti sono morti o incarcerati, dunque i superstiti potrebbero tornare. Si calcola che dall’Italia siano partiti 138 foreign figthers, molto meno rispetto a Francia e Belgio dove l’immigrazione è più antica, ma un numero comunque preoccupante. Di questi una decina sono ‘italiani’, tutti gli altri sono stranieri che hanno soggiornato o vissuto in Italia, 12 di loro sono già tornati e 5 sono in carcere.

Ecco, se vigesse lo ius soli che vuole il piccolo musulmani Ramy, sarebbero tutti italiani. E avremmo gli stessi problemi di Belgio e Francia.

Ma il problema si proporrà comunque tra pochi anni, se non torniamo allo ius sanguinis.

Per rimanere in tema ius soli e terrorismo, la polizia tedesca ha arrestato ieri 11 immigrati in procinto di compiere un attentato jihadista:

Arrestati 11 islamici, stavano per fare una strage di ‘infedeli’

Le 11 persone arrestate, secondo quanto comunicato alla stampa dagli inquirenti, sono tutti cittadini tedeschi di origini arabe, con età che vanno dai 20 ai 42 anni. Le città di residenza dei presunti terroristi sono Francoforte, Offenbach am Main, Wiesbaden e Magonza.

Nelle abitazioni degli individui fermati, le forze dell’ordine hanno rinvenuto pugnali, una significativa quantità di droga, documenti falsi e oltre 20mila euro in contanti. Da tali accertamenti sarebbe emerso inoltre che gli aspiranti attentatori avrebbero contattato dei trafficanti internazionali di armi al fine di rifornirsi di fucili d’assalto e ordigni esplosivi con cui perpetrare la strage. Gli investigatori hanno quindi precisato che, tra gli 11 soggetti fermati, le menti del piano jihadista sarebbero due fratelli, uno di 21 anni di età e l’altro invece di 31. Le persone incarcerate sono state subito incriminate dai magistrati di Francoforte per “cospirazione” e “terrorismo”.

L’operazione anti-jihadismo condotta dalla polizia federale ha subito infiammato il dibattito politico tedesco. Numerosi esponenti dell’opposizione al governo della Germania hanno infatti preso spunto dallo scampato pericolo islamista per accusare la cancelliera di avere adottato finora misure inefficaci a contrastare la diffusione del radicalismo tra i cittadini figli di immigrati. In particolare, i nazionalisti di AfD hanno biasimato l’esecutivo di Berlino per non avere promosso alcuna strategia intesa a conseguire una piena adesione delle seconde generazioni di migranti ai valori e all’identità storico-culturale dell’Occidente.

E qui da noi, c’è qualche demente che parla di ius soli: fanculo.




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