Diciotti, il giudice di sinistra vuole ‘riprocessare’ Salvini

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Secondo Giorgio Lattanzi, presidente della Consulta, “se l’autorità giudiziaria dovesse ritenere che la decisione è ingiustificata allora può sollevare un conflitto di attribuzione, poi, ovviamente, si vedrà se è ammissibile o meno”.

Tradotto: i magistrati potrebbero portare il Parlamento davanti alla Consulta.

La reazione del presidente della Giunta per le autorizzazione di Palazzo Madama, che ha sostenuto il “no” all’autorizzazione a procedere, Gasparri, è stata furente: “Non credo sia necessario ricordare al presidente della Corte Costituzionale Lattanzi il comma 3 dell’articolo 9 della legge costituzionale 1/1989 che definisce ‘insindacabile’ ciò che decide l’assemblea o del Senato o della Camera sui membri del governo inquisiti – dice Gasparri – Poiché la decisione di negare l’autorizzazione a procedere sul caso Salvini-Diciotti, presa dal Senato, è stata ampiamente motivata sotto ogni profilo giuridico e costituzionale, ed è stata votata in modo pressoché plebiscitario dall’aula, non ci sono spazi per dubbi o per affermazioni incostituzionali”. Per Gasparri “l’amore per il cavillo o per teorie astratte non può lasciare adito a dubbi”.

“Se la Corte vuole rispetto, rispetti il Parlamento – attacca il forzista – Più Costituzione meno cavilli. Meno ordinanze politiche più rispetto del ruolo di tutti e del valore della vita. I fatti sono chiari, come relatore e come presidente delle Giunta per le immunità e le elezioni del Senato ho garantito il pieno rispetto delle norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti. “Dopo la approvazione con ampio consenso delle mie ampie relazioni in giunta e in aula, le decisioni del Senato sono chiare, congruamente motivate e insindacabili per il voto ottenuto. Non credo sia un caso che il giorno dopo la decisioni di Palazzo Madama anche il Tribunale dei ministri di Catania abbia desistito da ulteriori iniziative, francamente, se non temerarie, quanto meno superflue”.

Al di là di questo caso particolare, la Consulta, organo anti-democratico, in quanto 9 giudidi decidono a maggioranza sulla costituzionalità di una legge votata dai rappresentanti del popolo, va sciolta. Al massimo mantenuta con l’obbligo di decisione all’unanimità: in questo modo recupererebb una funzione non politica.




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