Autista accusa: “Immigrati ci pestano, sindacati se ne fregano”

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Un autista di bus di Treviso denuncia la situazione ormai invivibile dei trasporti pubblici, grazie ai migranti che esigono di viaggiare gratis. E anche la totale assenza dei sindacati, che non difendono i propri iscritti per paura del ‘razzismo’.

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Sono un autista Mom, da quasi 25 anni svolgo questa mansione e qualche anno fa ho subito anch’io una aggressione da un minore extracomunitario con sputi e pugni fortunatamente finiti sul vetro di divisione dal posto di guida per aver chiesto il pagamento del biglietto. La mia vicenda è finita con una denuncia a ignoti. Ultimamente purtroppo accade sempre più spesso e non solo per aver preteso il pagamento del titolo di viaggio, ma come al collega di Barzi chiedere agli utenti di non fumare uno spinello o come durante le fiere di San Luca di avere un comportamento adeguato in un mezzo pubblico.

Cosa più grave che i fatti attuali, vengono denunciati e la relativa difesa dei lavoratori da un solo sindacato: SGB. Infatti ne la rsu dimissionaria né le segreterie territoriali confederali di categoria hanno sollevato questo problema nonostante dei verificatori titoli di viaggio coinvolti in fatti simili fossero dei loro iscritti. Molti partiti specialmente quelli di sinistra sono assenti; nessuna attenzione alla questione. Invece secondo me pretendere più severità ed intransigenza rispetto a certi soggetti, porterebbe anche un beneficio anche ai cittadini extracomunitari stessi che lavorano seriamente alzandosi presto al mattino, pagando l’abbonamento dell’autobus ed educando i figli alla legalità e correttezza delle regole. Questa sarebbe la vera integrazione.

A politici e amministratori locali vorrei ricordare che i conducenti di bus non sono dei privilegiati: gli stipendi sono come quelli di qualsiasi lavoratore dipendente anzi per i neo assunti sono bassi, impiegati in turni spezzati che tengono i lavoratori lontano da casa molte ore e retribuite solo l’effettivo, un riposo settimanale, controlli antidroga ed idoneità fisica periodica, costi di patente e relativi rinnovi onerosi di tempo e soldi. Rinnovi contrattuali ormai assenti. Ecco perché dagli anni 2000 c’è una carenza di autisti e le storiche organizzazioni sindacali fanno come gli struzzi davanti ai veri problemi: mette la testa sotto la sabbia. Infine, sarebbe auspicabile che le aziende di trasporto fossero più attive e vicine al problema sicurezza perché se un mezzo di trasporto o la stazione di partenza é sicura anche l ‘utenza potrebbe essere maggiore.




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