Antitrust contro la “tassa sulle rimesse degli immigrati”

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Questi burocrati sono cellule ostili lasciate dal PD prima della dipartita.

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Il cosiddetto “Garante della concorrenza e dei consumatori” se la prende con la tassa dell’1,5% sui money transfer, sistema utilizzato dagli immigrati per trasferire i soldi dall’Italia al Paese di provenienza:

Arriva tassa su rimesse immigrati: così pagheranno le infrastrutture

Ogni anno, questi portano via 5 miliardi di euro, di fatto facendoci partire con Pil negativo. Trattenere una parte del denaro che si portano via è il minimo.

L’Antitrust la definisce “ingiustificatamente discriminatoria”, visto che è diretta esclusivamente ai money transfer. Questi, infatti, secondo il Garante, sarebbero stati colpiti dal fatto che non possono assicurare ai loro clienti offerte competitive rispetto a banche e Poste, non coinvolte dalla nuova tassa che – scrive l’Antitrust – ridurrebbe pure “il grado di trasparenza sulle condizioni economiche praticate per il servizio di rimesse di denaro”.

L’imposta dell’1,5% si applica su tutte le operazioni che superano i 10 euro, ad esclusione di quelle con fini commerciali. Già la sinistra l’aveva definita “discriminatoria” perché avrebbe colpito soprattutto gli immigrati che inviano i risparmi alle famiglie nei Paesi d’origine.

In democrazia non dovrebbero esistere cose come ‘Antitrust’ che chiedono ad un Parlamento eletto dal popolo modifiche di una legge. Vanno aboliti, la stessa esistenza di tali strutture burocratiche di nominati è negazione della democrazia.

Comunque, se proprio l’Antitrust vuole, si può estendere questa tassa anche alle Poste.




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