Patronaggio, il pm anti-Salvini arruola 6 profughi in tribunale

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La Procura di Agrigento come quella di Torino: ‘assume’ sei immigrati al posto di sei italiani, ‘grazie’ ad protocollo firmato dal pm Luigi Patronaggio, da Lorenzo Airò dell’associazione “La mano di Francesco” e da Valerio Landri della Caritas diocesana permetterà ad alcuni richiedenti asilo, quindi clandestini, di lavorare all’interno della procura. Inutile dire quale sia la stupidità dell’iniziativa: mettere nelle mani di quelli che al 90% risulteranno essere clandestini, faldoni delicati, magari proprio degli scafisti che li hanno scaricati in Italia: geniale.

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Si tratta di sei presunti diciannovenni sbarcati in Italia che adesso collaboreranno con i funzionari del Palazzo di Giustizia di Agrigento. “Si occuperanno dell’archivio, dello spostamento dei faldoni, collaboreranno in particolare con le cancellerie”, spiega Landri. Sposteranno i faldoni, se poi qualcuno di questi sparirà, sarà colpa del magistrato genio.

“Ci hanno contattato per chiederci se ci fossero nelle nostre strutture giovani migranti disponibili ad espletare attiviltà di collaborazione volontaria presso il Palazzo di giustizia, ma noi non gestiamo centri di accoglienza”. Insomma, tutto parte dalla richiesta di Patronaggio.

“Ovviamente, dovendo essere inseriti nel contesto della Procura, i candidati dovevano essere in regola con i documenti, possedere una discreta conoscenza dell’italiano e avere attitudine, oltre che disponibilità e motivazione, a vivere in un ambiente dove è richiesta prima di tutto riservatezza”.

Martedì prossimo il pm Patronaggio dovrebbe firmare il protocollo. Si tratta del pm che ha indagato il ministro Salvini per il caso Diciotti. Lui e i procuratori piemontesi condividono l’appartenenza alla corrente di estrema sinistra della magistratura.




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