“Mio figlio è stato ucciso da chi diceva di fuggire dalla guerra”

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Il 15 settembre Baptiste, ragazzo francese, è stato pugnalato 23 volte, da un profugo, a Lomme.

Giorni fa, i suoi concittadini hanno partecipato ad una marcia silenziosa per onorare la sua memoria.

Ma suo padre non è stato silente.

Stretti l’uno contro l’altro, aggrappati al ritratto del figlio, Catherine e Frédéric, i genitori del giovane hanno guidato la marcia accanto ai loro altri figli, Julien, Ophélie e Raphaël, i più piccoli di 5 anni. Hanno messo una maglietta, con l’immagine del loro amato figlio e fratello, come ultimo tributo di un amore straziato dall’immigrazione.

Poi suo padre ha parlato:

“Mio figlio è morto, è stato ucciso da qualcuno che aveva lasciato il suo paese a causa della guerra”. La mamma è scoppiata in un pianto dirotto.

Quei genitori potreste essere voi. Come potreste essere i genitori di Pamela e Desirée. Il male è tra noi. L’hanno traghettato il Pd e le Ong sui barconi.




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