L’immigrato più ricercato di Padova viveva in una casa popolare assegnata alla sorella, che però ora vive in Tunisia.

Il terrore di baristi e negozianti, responsabile di una serie infinita di rapine abitava infatti in un appartamento di proprietà dell’Ater e gestito dal Comune di Padova.
Proprio lì l’hanno arrestato i poliziotti della Squadra Mobile. E proprio lì Amor Ben Lazhar Torch nascondeva parte della refurtiva. Nella casa che gli pagavano i contribuenti italiani.
Prima che le indagini portassero gli agenti in questo covo, però, nessuno sapeva che qui viveva stabilmente un tunisino pregiudicato e irregolare di 39 anni, scarcerato tre mesi fa e già espulso dall’Italia senza esito l’anno scorso. L’alloggio viene assegnato in base ad una graduatoria destinata a chi non riesce a permettersi una casa. Una graduatoria che per molti rappresenterebbe l’unica speranza per arrivare a fine mese, ma che dove governa il PD premia solo gli immigrati.
Dove governa la Lega, invece, si applica la ‘clausola Ceccardi’, sindaco di Genova e ora leader leghista in Toscana. La stessa clausola che Vox ha proposto per il Reddito di Cittadinanza.
