Si lamenta su Facebook per condanna eccessiva a Traini, procura ‘nigeriana’ lo indaga

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Un cittadino di Macerata è stato denunciato dalla procura, la stessa che per anni ha lasciato i mafiosi nigeriani liberi di spacciare, la stessa che non ha avuto tempo per tenere in carcere questi:

La mafia nigeriana esulta: 21 spacciatori assolti per ‘prescrizione’

Per avere espresso ammirazione su Facebook nei confronti di Luca Traini, l’autore della vendetta dello scorso febbraio nella città marchigiana.

Insomma, mentre non hanno tempo di perseguire in modo decente 21 trafficanti di droga della mafia nigeriana, mentre hanno permesso che nella città si incistasse la Mafia Nigeriana, sporcandosi così le mani del sangue di Pamela, hanno tempo di perseguire qualcuno perché ammira Traini. Beh, forse dovrebbero farsi un giro dell’Italia: sono milioni, magari a non ammirare, ma perlomeno a comprendere il ‘vendicatore di Macerata’. E lo scriviamo senza approvare quello che ha fatto: e voi che leggete sapete perché.

L’uomo aveva anche espresso il desiderio di “ripulire” il territorio – cosa che la procura non ha fatto, vista la situazione – e si era lamentato che i dodici anni di reclusione a cui è stato condannato a ottobre Traini sarebbero “un po’ troppi”.

“Dodici anni per non aver una buona mira…. un po’ troppi… il tuo gesto ha portato a galla molte problematiche e ci ha reso compatti a raggiungere un obiettivo comune. Ripulire Macerata e dintorni. Chapeau Traini”, aveva scritto in un commento a un articolo che riportava la notizia della condanna in primo grado del 28enne marchigiano a 12 anni di carcere.

Parole che non sono sfuggite all’occhio dei soliti perditempo del web e che sono state portate all’attenzione delle cosiddette autorità giudiziarie. Quel “chapeau” e anche i giudizi espressi prima sono valsi al commentatore una denuncia per apologia di reato. Nel fascicolo aperto a suo carico dalla procura di Macerata a questa accusa si sommano anche le aggravanti per l’uso di strumenti informatici, che consentono una maggiore diffusione del messaggio.

A questo punto sorge un dubbio: non è che in quel di Macerata c’è qualcuno con ‘simpatie’ verso quella ‘cosa’ nigeriana? No perché, prima hanno fatto ammazzare Pamela, poi hanno condannato Traini ad una pena eccessiva – sì, lo è visto che non è morto nessuno e che ha colpito quasi tutti spacciatori – mentre chi ha ucciso Pamela è ancora in attesa di giudizio se non a piede libero. E ora, si scatenano anche contro chi mette in dubbio la validità delle sentenze. Inquietante.

Traini ha sbagliato. Ma loro hanno sbagliato due volte. E per causa loro è morta una ragazzina, per causa di Traini non è morto nessuno.




Un pensiero su “Si lamenta su Facebook per condanna eccessiva a Traini, procura ‘nigeriana’ lo indaga”

  1. La vostra analisi finale è impeccabile, ma nonostante tutto non si leva ancora la protesta dei maceratesi.
    Diciamocelo: se la magistratura può comportarsi in questo modo e la città è infestata dalla mafia nigeriana, probabilmente questo dipende anche dal silenzio dell’opinione pubblica.
    Se Macerata protestasse, qualcosa cambierebbe.
    I concittadini di Traini avrebbero potuto esprimere solidarietà verso di lui senza necessariamente fare apologia di reato, ma rilevandone e condividendone l’esasperazione.
    E invece tacciono, lasciando pure che le poche voci dissidenti paghino per un’innocua parola fuori posto su facebook.
    E allora scusate, ma forse Macerata meritadavvero la magistratura che si ritrova, i fatti efferati di cui è teatro e la mafia nigeriana che vi impera.

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