Via Wi-Fi gratis ai profughi, il PD protesta: “E’ gesto retrogrado”

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Como, via il wi-fi libero dalla zona per “scoraggiare” a bivaccare. A prendere la decisione il vicesindaco e assessore al Decoro, Alessandra Locatelli, che dopo aver raccolto le proteste dei residenti, esasperati per la presenza di fancazzisti sotto le loro finestre fino a notte fonda, ha mandato i vigili a occuparsi del problema. Così dopo un paio di avvisi un locale della via che aveva il wi-fi libero, quindi accessibile a tutti migranti compresi, ha spento il segnale. I risultati sono stati immediati: i sedicenti profughi per poter utilizzare i loro smartphone si sono spostati altrove, in piazza Martinelli ad esempio dove il segnale è gratuito e garantito dal wi-fi del Comune.

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Anche qui però la pacchia potrebbe durate poco perché Palazzo Cernezzi sta pensando di introdurre dei limiti orari. «Una decisione assurda, soprattutto se presa in una città turistica come la nostra e nel 2018 – protesta Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd – Non sarà mica seria l’idea di spegnere il wi-fi, cioè il collegamento con il mondo, dopo una certa ora della sera, tipo coprifuoco, solo perché alcune persone, definite straniere, si trovano nello stesso punto per approfittare della linea gratuita? A meno che il wi-fi non serva a nessuno, neanche gli italiani, ma in tal caso lo spegniamo ovunque, è una decisione antistorica, retrograda».

E’ una decisione retrograda, i migranti devono stare in collegamento con le famiglie lasciate nella guerra, inesistente, dalla quale sono fuggiti.




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