Riflessione. Come abbiamo scritto ore fa, don Zerai, il prete che da anni gestisce l’arrivo di clandestini eritrei in Italia, è un ‘ex’ trafficante di droga:
Il prete telefonista dei clandestini beccato con 2kg. di hashish
Non spacciatore, trafficante: perché 2 chili di droga – hashish – sono roba pesante. E sono solo quelli per i quali è stato individuato. Tra l’altro, Zerai, venne anche espulso: ma solo sulla carta.
Ci si chiede quali interessi, oltre una improvvisa vocazione, possano spingere un ‘ex’ trafficante di droga a prendere l’abito talare e sfruttarlo per importare più clandestini possibile in Italia.
Se fossimo un’organizzazione criminale che vuole esportare spacciatori in Italia, sarebbe la scelta giusta.
La stessa domanda che ci si pone per i suo colleghi – nel senso di religiosi – di Avvenire. Tanto impegnati nel far riprendere gli sbarchi dalla Libia:
Bisogna dare un premio a @nelloscavo di @Avvenire_Nei per la sua indefessa attività di delegittimazione e destabilizzazione del governo libico a base di bufale e foto false nella speranza che la Libia precipiti nella guerra così da innondare l'Italia di milioni di clandestini. 🤡 pic.twitter.com/Sq07AODYkz
— ⎛⎝ James the Bond ⎠⎞ (@IAmJamesTheBond) 17 settembre 2018

Filippo Grandi è un delinquente tanto quanto Zerai: la comunità di Sant’Egidio è un covo di traditori.
Mah!
Zerai lo segnalammo alle autorità già nel 2011 in quanto era (ed è) riferimento in Italia degli scafisti delle coste libiche, tunisine e marocchine. Tutti (e dico TUTTI) gli scafisti e i capi clan avevano il suo numero di satellitare da contattare.
Dopodichè Zerai provvedeva ad inviare sulle coordinate indicate la Guardia Costiera e le ONG.
Naturalmente nessuno prese alcun provvedimento in merito.
Anzi ! Molti di noi di Generazione Identitaria e Defend Europe ricevettero minacce di denuncia in base alla Legge Mancino furono definiti fascisti, nazisti etc.
Quello che lascia interdetti è lo zelo a fasi alterne delle toghe che QUANNO JE PARE E SE JE PARE si ricordano che esiste l’obbligatorietà dell’azione penale.